«Io in Parlamento tra meno di sei anni»

SILVIO BERLUSCONI 4

A quindici giorni dalle Europee, Silvio Berlusconi alterna avvertimenti e minacce diretti a Renzi e a Grillo. «Tornerò in Parlamento prima dei sei anni stabiliti dai tribunali – afferma – perché la sentenza che ha dato il via a tutto questo è ingiusta e va annullata». Tuttavia, ridimensiona le sue aspirazioni elettorali. Pur confermando di puntare al 25 per cento, ripete che «pure il 20 per cento sarebbe un miracolo perché saremmo solo di un punto sotto le elezioni del 2013, quando Alfano era ancora con noi. E poi credo che gli italiani sappiano che votare la sinistra significa scegliere Schulz».
E lancia un ulteriore ammonimento al presidente del Consiglio anche sulle riforme, continuando nel suo strappare e ricucire degli ultimi giorni. Dopo aver votato il testo base del governo, ripete che «il progetto sul Senato di Renzi è, per alcuni versi, uguale al nostro. Tuttavia- attacca- la riforma così come loro l’hanno presentata, così come è stata scritta, è assolutamente inaccettabile». Continua, dunque, la tattica del doppio binario. Per questo, l’ex Cavaliere sottolinea che i suoi hanno votato anche l’ordine del giorno Calderoli che stravolge la bozza del governo sulla riforma del Senato.
IL NODO RIFORME
«Abbiamo votato anche quell’ordine del giorno così come abbiamo votato il testo governativo. Sappiamo bene che i testi base sono fatti per essere stravolti dalle commissioni…». 
E Giovanni Toti è ancor più netto quando ammonisce che «tutto il percorso delle riforme è in difficoltà perché Renzi ha fatto il passo più lungo della gamba e non riesce a controllare il suo partito». E qui torna la tentazione di non facilitare il lavoro al premier. «Se si tratta di buone riforme le facciamo anche con Belzebù – garantisce Toti – ma solo se sono buone e non se servono soltanto a dare una medaglietta al premier in vista delle Europee».
LE SFIDE
Si tratta di vere e proprie sfide che arrivano nel giorno in cui si sa che il 21 maggio Berlusconi tornerà a Porta a Porta per una battaglia a tre gestita da Bruno Vespa. Il giorno dopo l’apparizione dell’ex Cavaliere toccherà a Matteo Renzi. E due giorni prima, il 19 maggio, dovrebbe essere intervistato Beppe Grillo, sempre che accetti l’invito della Rai.
La strategia di Forza Italia cerca di coniugare l’appuntamento elettorale per rinnovare il Parlamento europeo con le questioni politiche italiane. E, per questo motivo, continua ad attaccare il governo e i suoi provvedimenti, specie quelli economici. «Bisogna andare a votare non solo per cambiare l’Europa, ma anche per cambiare questo governo e questa politica economica».
E, infine, Berlusconi torna sulla possibile candidatura della figlia Marina, riguardo alla quale non chiude la porta. «Farà quello che le sembrerà giusto – dice- io la sconsiglierò di lasciare quello che sta facendo molto bene ora». Ma a fare il tifo per Marina è, ancora una volta, Francesca Pascale che ricorda come sia stata lei «la prima a spingerla» perchè spiega, «ha le stesse doti del padre e se si presentasse vincerebbe primarie ed elezioni».

Il Messaggero