Chievo-Milan 1-3: Kucka, Niang e autogol Dainelli, Montella al 2° posto

AC Milan's coach Vincenzo Montella gestures during the Italian Serie A football match AC Milan vs Sassuolo on October 2, 2016 at the San Siro stadium in Milan.  / AFP / MARCO BERTORELLO        (Photo credit should read MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

Milan-Juventus, sabato sera, sarà come Milan-Juventus di una volta: prima contro seconda. Montella è andato a vincere anche a Verona contro il Chievo, nel suo piccolo squadra organizzata e attenta, e a metà ottobre è secondo insieme alla Roma, a -5 dalla Juve. Non succedeva dal 2010. Il presente però merita un po’ più attenzione. Il posticipo è stata una serata di coppia: il 3-1 è tutto nei due gol segnati subito prima e subito dopo l’intervallo da Kucka e Niang. Due gol di sinistro, di due ex Genoa con cresta. Soprattutto, due palloni da autovelox da fuori area: oltre che angolati, fortissimi. Birsa ha completato la serata del mancino con il momentaneo 1-2: gol dell’ex con la classica punizione a giro sopra la barriera. Una deviazione di Dainelli su un esterno destro di Bacca ha fissato il punteggio negli ultimi secondi, quando il Chievo non aveva più sperante.
MILAN CONCRETO — Montella ha scelto una partita attenta, come sempre in questo inizio stagione. In più, una novità: De Sciglio terzo centrale in fase di impostazione, con Abate più alto a destra. Il ritmo è rimasto tendenzialmente basso, come spesso in stagione, ma il Milan ha avuto venti minuti – i primi del secondo tempo – di alto livello. Bonaventura ha recuperato il pallone del 2-0 e crossato per una girata di testa di Lapadula, mentre Niang ha provato a segnare anche su punizione. Soprattutto, come le squadre forti, i rossoneri hanno vinto con due giocate individuali. Kucka ha calciato da 25 metri mettendo la palla vicino al palo, Niang ha improvvisato una ripartenza spostando il pallone in velocità e incrociando col sinistro.

CHIEVO SPUNTATO — A Maran restano il primo tempo, ottimo, e il finale. Il Chievo era partito forte, mandando Izco su Bonaventura e aggredendo tanto il possesso palla del Milan. Birsa a inizio partita è stato il migliore: ha chiuso le linee di passaggio per Locatelli e creato subito due pericoli, prima saltando il ragazzino col 73, poi cercando Floro Flores in area con una bella palla. Paletta ha chiuso in angolo, confermandosi in grande momento. Pericoli, però, pochi: un girata di testa di Floro Flores al 21’, un tiro di Birsa (di destro!) trattenuto da Donnarumma. Questa volta ai gialloblù sono mancati gli attaccanti: hanno giocato tutti – Inglese, Floro Flores, Meggiorini, Pellissier – ma nessuno ha convinto.

LOCA E LAPA — La curva del Milan ha cominciato cantando per Franco Baresi, bandiera più di tutte le bandiere, e ha finito con antichi cori anti-Juve. Un bel segnale in una partita sofferta, con due nuovi testati come previsto. Locatelli ha giocato semplice e sbagliato poco: niente male alla seconda da titolare della vita. Lapadula ha vissuto il momento migliore della sua sera… in fase difensiva. Con la sua grinta ha costretto Radovanovic a perdere il pallone diventato, cinque secondi e un sinistro dopo, il gol di Kucka. In attacco è andato vicino al primo gol ufficiale da milanista dopo un’ora, quando si è travestito da Inzaghi vincendo due rimpalli a centro area. Un classico di Pippo. Purtroppo per lui, ha calciato (col destro) dritto su Sorrentino. La maledizione del 9 rossonero non esiste, però…

La Gazzetta dello Sport