Berlusconi-Fitto a un passo dall’addio

SILVIO BERLUSCONI 2

Berlusconi e Raffaele Fitto sono ormai ai ferri cortissimi. L’ex Cavaliere resta in Sardegna, ostentando un regale distacco da quelle che continua a definire «liti da cortile». Ma lo strappo con l’ex governatore della Puglia sembra ormai imminente, come ha sottolineato Maria Rosaria Rossi, quando ha affermato che «Fitto vuole mettersi fuori dal partito», anche se lui ribadisce di «non avere nessuna intenzione di lasciare Forza Italia». La scommessa è su chi romperà per primo. Fitto continua il suo attacco ai vertici di FI, che passa per la ricandidatura dei suoi in Puglia e in atti di vera e propria ribellione nelle altre regioni dove si vota. A cominciare dalla Campania, dove il fittiano D’Anna del gruppo Gal annuncia l’appoggio dei Ricostruttori al pd De Luca, anche se un altro fittiano, Falanga, giura che «i Ricostruttori sono per Caldoro».
Comunque, le dichiarazioni di rottura dei fittiani si moltiplicano, per sottolineare autonomia da quella dirigenza forzista che spinge per il rinnovamento, come la giovane Silvia Sardone, che il caustico Maurizio Bianconi chiama con disprezzo addirittura «hitlerjugend», gioventù hitleriana. E mentre divampa la polemica tra il candidato governatore pugliese Francesco Schittulli, che sembra ormai schierato con Fitto, e il commissario forzista Luigi Vitali, l’ex governatore oggi convoca a Roma i suoi per decidere che fare.
L’AFFONDO
Intanto però pubblica sul suo sito web una nota accorata, nella quale, prendendo spunto dall’epurazione del capogruppo in consiglio regionale, Ignazio Zullo, e di Luigi Mazzei, dalla lista di FI in Puglia «perché hanno sparlato di Berlusconi», torna ad affrontare il problema delle candidature. «Eliminare preventivamente qualcuno, colpevole, magari, di avere troppo consenso, è una mossa politicamente suicida – avverte Fitto – invece di presentare le gravi questioni politiche come liti di condominio e rivolgere retorici appelli all’unità, noi dovremmo essere ossessionati dalla volontà di tornare a parlare ai 9 milioni di elettori che ci hanno abbandonato, che chiedono una offerta politica rinnovata, e un centrodestra serio e credibile, nei contenuti e nell’impostazione politica complessiva». Detto questo, ogni decisione sull’eventuale presentazione di liste autonome fittiane in Puglia, ma anche in Veneto, a sostegno di Flavio Tosi, e in Campania, è rinviata alla riunione di oggi a Roma. Intanto, il commissario Vitali chiarisce che «se non si dovesse andare tutti insieme in Puglia per Schittulli non sarà per colpa nostra».
Come se non bastasse, divampa anche la polemica contro la giovane Silvia Sardone, che, ospite di Lilli Gruber, in tv, ha criticato i vecchi dirigenti, attirandosi gli strali del capogruppo in Senato, Paolo Romani, e del vice presidente di palazzo Madama, Maurizio Gasparri. Di contro, Romani prova a lavorare a una ricomposizione con Fitto e i suoi, meritandosi il plauso della fittiana Cinzia Bonfrisco, secondo la quale «Romani ci dà una speranza per l’unità».

Il Messaggero