Allegri cambia per rivincere. Juve, giocherai così

Massimiliano Allegri

Un altro Tevez non esiste e l’unico regista che assomiglia a Pirlo è l’omino inventato dai videogiochi per provare a scimmiottarlo alla playstation. C’è stata la Juventus di Pirlo-Tevez, ma adesso nelle stanze di corso Galileo Ferraris si lavora al post Apache-professore. Una nuova squadra, uguale nello spirito e nella mentalità, ma differente nello sviluppo della manovra. Gli illustri addii obbligano la Juventus a cambiare volto e percorrere nuove strade. Il sistema di riferimento resta lo stesso, ma sarà un 4-3-1-2 con un bel po’ di correttivi. Stessa cornice, ma tela diversa. Il “Conte Max” però, è tutto tranne che un integralista: conoscendo bene come funziona il mercato, se non dovesse arrivare un “dieci” vero, preferirebbe immettere nella sua nuova macchina un’ala di grande qualità. Tradotto: accanto al campetto con il trequartista, c’è quello col tridente alla Lippi (o 4-3-2-1 con Morata e Dybala dietro a Mandzukic). C’è poi materiale anche per ipotizzare un 4-2-3-1 super offensivo (diga Khedira-Marchisio in mediana), senza dimenticare quel 3-5-2 rodato da stagioni trionfali e anche lo scorso anno utilissimo per impacchettare le partite nella ripresa.

NUOVO GIOCATTOLO – In un colpo solo i campioni d’Italia hanno perso i due terzi della spina dorsale costruita a suo tempo da Antonio Conte (Bonucci-Pirlo-Tevez), un buon sessanta per cento di inventiva nonché i due principali specialisti sui calci piazzati. Cercare dei cloni di Tevez e Pirlo sarebbe stato tanto difficile quanto rischioso. Più logica la via intrapresa dai bianconeri: visto che si è obbligati a cambiare, si cambia per davvero. Se la prima Juventus di Allegri è stata una variazione graduale di quella di Conte, la nuova creatura che darà la caccia al quinto scudetto consecutivo e alla rivincita Champions sarà pensata e amalgamata interamente dall’allenatore toscano. Confermatosi un fuoriclasse nella gestione dei campioni, tanto da condurli fino alla notte di Berlino, adesso Allegri dovrà divertirsi nel costruire un nuovo giocattolo, in gran parte smontato dai trasferimenti di Tevez e Pirlo. Sui banchi di Coverciano, università dei tecnici tuttora invidiata da mezza Europa, i cambi tattici vengono sempre sintetizzati con un esempio semplice, ma chiarissimo: “Al 100 si può arrivare in tanti modi: 50 più 50, 60 più 40, 70 più 30…”. Già, ci sono tanti percorsi per raggiungere lo stesso obiettivo. Sarà sempre una Juventus intelligente, diverso invece si rivelerà lo sviluppo della ragnatela. Più diretta e con un maggior coinvolgimento delle fasce per azionare la catapulta Mandzukic.

SCHERMO DIFENSIVO – Il laboratorio di Vinovo apre il 16 luglio. Allegri, nei colloqui di mercato con Giuseppe Marotta e Fabio Paratici, ha disegnato una vera e propria Juventus 2.0. Il primo punto è: più muscoli e meno geometrie davanti alla difesa. Marchisio, nell’ultima stagione, si è dimostrato un’ottima alternativa a Pirlo, pur interpretando la mansione con altre modalità. Il Principino non possiede le intuizioni geniali dell’ex milanista, ma rispetto all’ex compagno garantisce maggiore protezione ai difensori centrali. Rischia meno di Pirlo, ma difficilmente perde palloni pericolosi e tatticamente è tra i più intelligenti d’Europa. Al suo fianco non avrà un Iniesta o un Fabregas, ma il neoacquisto Khedira. Il tedesco è un giocatore di livello assoluto – non si entra nelle grazie di Mourinho per caso – ma è più uno da sciabola che da fioretto. Pressing, inserimenti e recupero palla sono il suo forte.

Tuttosport