Alla Lazio serve un attaccante

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Dal mal di pancia al mal di gol. Due problemi per Miro Klose, ma soprattutto due problemi per Stefano Pioli. Archiviata col deludente secondo tempo del Meazza una buona prima parte di stagione, la Lazio può tracciare il bilancio natalizio. Malgrado gli errori iniziali e le solite incertezze nel momento della verità (Empoli e poi Milano), il bicchiere non può non essere mezzo pieno: a dispetto delle sostituzioni tardive e spesso incomprensibili, in fondo Pioli – in zona retrocessione nella classifica degli ingaggi dei tecnici di A (solo Sarri e i già epurati Zeman, Bisoli e Corini hanno siglato in estate un contratto più «povero») – ha regalato alla Lazio un Natale da Champions, traguardo difficile da prevedere quattro mesi fa.

Per mantenere l’attuale posizione e continuare a sognare, del resto, è giusto guardare ai problemi della squadra. Dato per scontato l’innesto di un centrale difensivo – chiesto da Pioli e promesso dal direttore sportivo Igli Tare – e sperando in cessioni poco dolorose per rientrare nei parametri del fair play finanziario sempre ricordati dal presidente Claudio Lotito, la sfida del Meazza ha confermato un’altra lacuna della rosa biancoceleste: Filip Djordjevic non è e probabilmente non sarà mai un bomber di razza, ma al momento è l’unico attaccante affidabile a disposizione di Pioli. Il serbo, è vero, non segna da 5 partite e ha realizzato una sola rete nelle ultime 9 giornate, mancando malamente l’occasione creata da Anderson nei minuti finali della partita contro l’Inter. Ma almeno corre, si batte, apre spazi ai compagni e aiuta la squadra anche in fase difensiva.

A volte non è abbastanza, è vero, ma sempre meglio del contributo garantito da Klose in questi primi 4 mesi, vale a dire tre punti contro il Torino. Perché gli altri due gol segnati dal tedesco sono arrivati contro un Cagliari «dormiente», sceso in campo all’Olimpico solo nella ripresa, come sottolineato sarcasticamente dall’ex Zeman. E allora – mettendo in conto anche i fastidiosi mal di pancia dell’uomo dei record, frustrato per le continue panchine (finora solo 5 presenze da titolare su 16 gare) – per la Lazio sembra davvero arrivato il momento di salutare il mito Klose col suo contratto pesante da 2 milioni netti (4 lordi) a stagione e cercare un’alternativa valida a Djordjevic. O meglio ancora un nuovo titolare.

Del resto il bomber tedesco è ancora ambito e corteggiato in patria: il Kaiserslautern è pronto a riportarlo a casa mentre l’ex tecnico del Bayern Heynckes ha consigliato Miro al Dortmund in crisi («Klose è un ragazzo eccezionale, non ha più la forma degli anni passati ma potrebbe dare un grosso aiuto al Borussia»). Con i 2 milioni risparmiati, la Lazio potrebbe ripartire all’assalto di Quagliarella dato che il Torino sta cercando un altro attaccante: in fondo il napoletano, pagato appena tre milioni dai granata in estate, guadagna appena 750mila euro a stagione. E alla Lazio serve disperatamente un attaccante.

IL TEMPO