Il vicepremier ha fatto visita per la seconda volta al gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi. Al centro del confronto la richiesta di grazia e le provvisionali milionarie chieste dalle famiglie dei rapinatori uccisi
Mario Roggero, il gioielliere 72enne di Grinzane Cavour condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due dei tre rapinatori che assaltarono la sua attività nell’aprile 2021, si trova detenuto nel carcere di Bollate. Alla condanna penale si sono aggiunte le provvisionali civili, fissate in via definitiva a 780mila euro complessivi — di cui 300mila già versati dall’imprenditore — a fronte di richieste risarcitorie delle parti civili che superano i 3,3 milioni di euro. Nel frattempo la moglie ha formalizzato al Quirinale la richiesta di grazia, mentre la Lega ha lanciato una raccolta firme che ha superato le 120mila adesioni.
La visita in carcere
Matteo Salvini ha incontrato Roggero per la seconda volta in pochi giorni, trascorrendo con lui oltre un’ora tra colloqui, un caffè e una visita alla biblioteca dell’istituto. Il vicepremier ha raccontato che con il gioielliere ha parlato anche della quotidianità dietro le sbarre, sottolineando che “ci sono tantissimi italiani, al di là della politica, che lo capiscono”. Sul percorso carcerario, Salvini ha chiarito che la scelta della struttura non dipende dai contatti politici: a deciderlo è sempre il provveditorato, non certo l’interessato.
La battaglia sui risarcimenti
Il nodo più delicato resta quello economico. Il leader della Lega ha derubricato le richieste danni come una distorsione da correggere per via normativa, affermando che “non si tratta di volere la giustizia privata, il Far West, le vendette personali”. Secondo Salvini la proposta di legge sul tema, depositata dal suo partito prima del caso Roggero, punta a evitare che chi reagisce a una rapina venga equiparato sul piano risarcitorio a un normale sinistro. Nel frattempo, in attesa di una riforma che comunque non potrebbe essere retroattiva, il vicepremier ha invitato i giudici civili a valutare “l’eccesso delle richieste” avanzate dalle parti civili.










