Alberto Contri non usa mezzi termini. L’ex consigliere di amministrazione della RAI, oggi presidente di Pubblicità Progresso e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, da anni si definisce un ‘combattente’ per l’indipendenza nei luoghi istituzionali che ha frequentato. Ai nostri microfoni torna su un tema che gli sta a cuore: l’esistenza, a suo avviso, di figure pubbliche ‘intoccabili’ – protette dal potere indipendentemente da quello che viene loro attribuito.
“Esistono i mamma santissima intoccabili”
Contri parte da una domanda diretta: perché certe rivelazioni clamorose non producono conseguenze giudiziarie o mediatiche?
«Nei corridoi esistono degli intoccabili – dice – Persone che vengono messe lì dal potere, sia giornalisti, medici, direttori di istituti importanti. Quando si colpisce e qualcuno fa una denuncia, questa gente viene sempre scagionata: il potere li vuole intoccabili».
Secondo lui la tendenza non è nuova, ma si è consolidata negli anni: «Non credo che sia cambiato niente. La verità, ed è molto triste doverlo dire, è che viviamo in un sistema bloccato da tanto tempo». Contri racconta di aver pagato in prima persona la scelta di non allinearsi: «Quando sono arrivati in luoghi istituzionali importanti ho sempre tenuto alta la bandiera dell’indipendenza, e ne ho pagato le conseguenze. Mi hanno levato gli incarichi perché ero troppo scomodo».
L’ex consigliere Rai ha poi richiamato le recenti polemiche statunitensi riguardanti Anthony Fauci, sostenendo che documenti e rivelazioni emersi negli Stati Uniti abbiano ricevuto scarsa attenzione da parte dei principali media italiani. Contri ha inoltre criticato il conferimento a Fauci di una delle più alte onorificenze della Repubblica Italiana.
Tra i temi affrontati anche quello dell’Ivermectina, farmaco che durante la pandemia è stato al centro di un acceso dibattito scientifico. Secondo Contri, il medicinale sarebbe stato oggetto di una forte campagna di delegittimazione e alcune sue possibili applicazioni sarebbero state sottovalutate.
La critica al sistema mediatico
Nelle conclusioni, Contri ha denunciato quello che definisce un sistema informativo chiuso, capace di selezionare quali notizie debbano ricevere visibilità e quali invece restino ai margini del dibattito pubblico. Una riflessione che si inserisce nel più ampio confronto sulle responsabilità della pandemia e sul rapporto tra informazione, politica e opinione pubblica.










