Per settimane il futuro del Milan è stato raccontato come una profonda rifondazione, con l’impressione di un’estate destinata a portare volti nuovi in società. Invece, a sorpresa, la direzione intrapresa da Gerry Cardinale è stata un’altra.
La scelta finale non passa dall’ingresso di nuovi dirigenti di primo piano, ma da una completa ridefinizione delle responsabilità interne. Un cambio di paradigma che affida il futuro rossonero a un modello organizzativo già sperimentato in altri contesti internazionali.
Dopo quasi un mese di valutazioni, trattative e confronti, il proprietario del club ha deciso di puntare su una struttura ispirata ai modelli Liverpool e Red Bull, realtà che hanno costruito i propri successi attraverso una gestione fortemente integrata tra area sportiva, analisi dei dati e sostenibilità economica.
La nuova organizzazione scelta da Cardinale
Al vertice del nuovo assetto ci saranno tre figure centrali. La prima è naturalmente Gerry Cardinale, deciso a esercitare un ruolo molto più operativo rispetto al passato. Accanto a lui il nuovo allenatore Amorim, chiamato a guidare la squadra sul campo, e Massimo Calvelli, destinato a ricoprire il ruolo di amministratore delegato con funzioni strategiche e di coordinamento.
La novità più significativa riguarda però la filosofia gestionale. Niente accentratore unico e nessun direttore sportivo tradizionale investito di pieni poteri. Il Milan punta invece su una rete di competenze specializzate, chiamate a collaborare in maniera costante.
La gestione delle operazioni di mercato sarà affidata a Hendrik Almstadt, dirigente presente nel club dal 2018 e con esperienze maturate tra Arsenal e Aston Villa. Il suo compito sarà quello di guidare le trattative e coordinare l’attività legata al player trading.
L’individuazione dei profili da seguire sarà invece responsabilità di Bobby Gardiner, figura chiave del dipartimento dedicato all’intelligence calcistica. Da lui dipenderà il lavoro di scouting guidato da Donato Lomonte, chiamato a dirigere la rete di osservatori.
Nella nuova struttura troveranno spazio anche Jovan Kirovski e Vincenzo Vergine. Il primo continuerà a seguire il progetto Milan Futuro, con particolare attenzione alla crescita dei giovani talenti. Il secondo, invece, manterrà la responsabilità del settore giovanile, completando una filiera che il club considera strategica per il proprio sviluppo.
Resta inoltre forte il legame con l’universo RedBird. Oltre a Calvelli, un ruolo di consulenza nelle operazioni societarie e nelle strategie di investimento sarà affidato a David Castelblanco, già membro del consiglio di amministrazione. Sul fronte sportivo, invece, Zlatan Ibrahimovic continuerà a operare come advisor, mantenendo una posizione di raccordo tra proprietà e area tecnica.
“Nel Milan chi capisce di calcio? Tutto questo è a dir poco surreale!”
Le perplessità attorno alla nuova organizzazione rossonera non arrivano soltanto dall’ambiente dei tifosi. A Radio Radio Mattino – Sport & News, Xavier Jacobelli ha espresso tutta la sua preoccupazione per la direzione intrapresa dal club rossonero.
“Quello che sta accadendo nel Milan è a dir poco surreale. C’è qualcuno che ha visto una o più partite e che sappia discernere le caratteristiche tecniche e tattiche di un calciatore?!“, ha dichiarato Jacobelli, evidenziando i timori di chi ritiene fondamentale la presenza di figure con una consolidata esperienza calcistica nelle decisioni legate alla costruzione della squadra.
Parole che fotografano il clima di scetticismo che accompagna la nuova fase del Milan. Una rivoluzione organizzativa che punta su modelli innovativi e sulla valorizzazione delle risorse già presenti nel club, ma che dovrà presto dimostrare sul campo la propria efficacia per dissipare dubbi e critiche.
Guarda l’intervento completo sul canale YouTube di Radio Radio Lo Sport










