L’ennesima cantonata UE contro la Russia è servita (e la paghiamo noi)

L’Unione Europea versa altri 3,7 miliardi a Kiev per armi, droni e caccia. È una notizia ufficiale che potete agevolmente trovare su tutti i più letti e soprattutto più venduti quotidiani nazionali e internazionali di ortodossa fede liberale-atlantista. Ebbene, è la medesima follia con cui gli euroinomani delle brume di Bruxelles, edonisti senza cuore e specialisti senza intelligenza, per riprendere la nota formula di Max Weber, continuano stoltamente a varare un pacchetto di sanzioni dietro l’altro contro la Russia di Putin, puntualmente recando danno all’Europa stessa e non alla Russia. L’ho sottolineato infinite volte: le sanzioni che l’Unione Europea fa contro la Russia rappresentano il primo caso nella storia umana, dai Sumeri ad oggi, di sanzioni che danneggiano il sanzionante e non il sanzionato.

Il mantra ossessivo delle armi per la pace

Il teorema con cui gli austerici della tecnocrazia depressiva e repressiva, pudicamente appellata “Unione Europea”, giustificano lo scellerato invio di armi all’Ucraina è sempre il medesimo e viene ribadito sostanzialmente in forma invariata dal 2022, alla stregua di un mantra ossessivo buono soltanto a ipnotizzare le masse teledipendenti e tecnonarcotizzate. L’invio di armi, spiega il mantra ossessivo, serve a produrre la pace, come è vero, aggiungiamo noi a completamento del deplorevole teorema, che la somministrazione dello zucchero serve a sconfiggere il diabete o, ancora, che le taniche di benzina giovano a spegnere gli incendi.

L’Unione Europea si avvita sempre più su se stessa, sprofondando nel baratro e condannando a un’esistenza sempre più grama i suoi sventurati cittadini. Anziché essere destinati alla spesa pubblica e all’istruzione, alla sanità e a quello che si suole definire stato sociale, i danari degli europei vengono letteralmente dilapidati per foraggiare a flusso costante il guitto di Kiev, l’attore Nato Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood e semplice maschera o dramatis persona di una guerra che è ben diversa da come ce la raccontano i pretoriani del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto.

Non è la guerra della Russia contro l’Ucraina

Quella in corso, infatti, come non mi stanco di ribadire ad nauseam da diversi anni, non è la guerra della Russia contro l’Ucraina. È invece il conflitto che l’Occidente a stelle e strisce, o meglio l’Occidente liberal-finanziario, ha dichiarato per il tramite dell’Ucraina alla Russia di Putin. La Russia di Putin è, agli occhi di Washington, colpevole di non genuflettersi alla mondializzazione turbocapitalistica e, di più, di organizzare intorno a sé un nascente mondo multipolare.

Anziché assumere una posizione di diplomatica promozione del dialogo e della pace, l’Unione Europea si è da subito schierata follemente dalla parte dell’imperialismo a stelle e strisce, oltretutto fingendo di voler proporre la pace per il tramite dell’invio di armi. Con ciò, oltretutto, è dimostrato il fatto che l’Unione Europea, lungi dal realizzare il sogno kantiano di Europa, ne rappresenta il più nefando pervertimento.

RadioAttività, Lampi del Pensiero Quotidiano | Con Diego Fusaro