Come possiamo accettare quello che troveremo nella bolletta di agosto?

Abbiamo costruito un mondo di regole e costituzioni che dicevano di tutelarci, e invece no. Hanno permesso a politicanti di trattare cittadini perbene come noi – persone che avevano semplicemente scelto di non piegarsi a un ricatto – come degli untori. Non era vero niente. E quella narrazione ci ha fatto litigare con le famiglie, con gli amici, con le persone care, convinte che fossimo noi il pericolo. Non era vero.

Tutto questo è stato possibile perché non ci siamo mai occupati seriamente della qualità e dell’onestà di chi ci governa. Abbiamo accettato un liberismo senza freni che permette a un singolo soggetto di accumulare una ricchezza smisurata. E oggi ne paghiamo le conseguenze anche sulle cose più basilari.

Chi ci governa davvero: i privati dell’energia

Il 99% degli italiani riceve oggi l’elettricità da società private che fanno lucro puro. Non tutte, per fortuna: ci sono realtà che conosciamo direttamente e che provano davvero a fare impresa sostenibile per i cittadini. Ma la maggior parte dei concorrenti gioca un’altra partita, quella del profitto e basta, un po’ come le multinazionali che oggi si contendono i beni pubblici, dalle spiagge all’energia. Il problema non sono gli stabilimenti balneari a conduzione familiare, con i loro 20 o 50 ombrelloni: il problema sono i grandi gruppi che si accaparrano tutto, fissano prezzi folli e fanno cartello, lasciandoti scegliere solo tra “vieni da me” o “non vai da nessuna parte”.

Una volta c’era l’Enel pubblica, e lo Stato lavorava per garantire l’energia al prezzo più basso possibile, non per punire chi non si adeguava. Oggi è il mercato privato a decidere le oscillazioni dei prezzi, e noi paghiamo: un controsenso totale, eppure lo accettiamo.

L’atrofia del pensiero critico

Questa è la vera sterilizzazione del nostro pensiero critico: l’abitudine ad accettare. Arriverà la bolletta di agosto, sarà pesante per tutti, e la pagheremo, perché altrimenti ci staccano la corrente. Continuiamo ad accettare e poi ci lamentiamo: siamo diventati complici di un sistema che non doveva essere accettato.

Un privato non lavora per il tuo bene: lavora per il profitto, per comprarsi ville, jet privati, elicotteri. Vuole dominare il mercato, non servirti. Eppure abbiamo lasciato che i beni primari, energia, comunicazione, persino la nostra privacy attraverso i dispositivi che usiamo ogni giorno, finissero nelle mani di questi soggetti. E continuiamo ad accettare, accettare, accettare.