Limonata gate: l’insensatezza delle regole alla Gassmann

Avrete letto anche voi la storia dei tre ragazzi di Pradamano: un banchetto di limonata per racimolare i soldi di un Piaggio Ciao, denunciato da anonimi alla polizia per mancanza dei permessi, finito poi con tre motorini regalati da benefattori di tutta Italia. Noi un’idea ce la siamo fatta.

Non è finita bene. Non è che deve arrivare uno e ti regala il motorino perché sei finito sui giornali. Sarebbe stato più giusto che queste cose potessero essere non vietate, perché un paese civile è quello dove tutto ciò che non è vietato, è consentito. La libertà viene per natura, non si concede.

Una società di delatori

Siamo diventati un popolo di delatori. Basta ricordare chi, durante il Covid, denunciava il vicino per il barbecue in giardino. I bambini che vendono la limonata e vengono denunciati dall’infame di turno sono la cartina di tornasole di una società malata.

Al ristorante hanno il timbro HACCP, ma chi garantisce che non ti sputino nel piatto lo stesso? E nel delivery, a 40 gradi, che succede? Quello è legalizzato, il ragazzo di paese che vende la limonata no. Potremmo vivere in un paese senza queste regole che permettono al delatore frustrato di disturbare la crescita di ragazzi che, invece di ritrovarsi in attività poco ricreative, si mettono a vendere limonata per un motorino? È una cosa meravigliosa. E allora viva questi ragazzi!