Sta facendo molto discutere in questi giorni il caso realmente accaduto a Parma del docente che è stato brutalmente malmenato dagli studenti fuori dalla scuola. Ebbene, sarebbe un grave errore liquidare l’episodio come se si trattasse di un fatto isolato e senza nessi con lo spirito del nostro tempo, con quello che Hegel chiamava zeitgeist, lo spirito del tempo, lo spirito in cui si cristallizza il sentire proprio di un’intera epoca.
La deregolamentazione antropologica
Io personalmente ritengo che si debba interpretare l’increscioso episodio come inconfessabile espressione della deregolamentazione antropologica propria dell’odierna civiltà turbocapitalistica. Quest’ultima, come sappiamo o come dovremmo sapere, dal ’68 ad oggi procede abbattendo ogni figura residua della legge, di modo che non si diano più barriere e argini alla circolazione onnidirezionale della forma merce e del connesso desiderio di consumo deregolamentato.
La società senza padri
La società del capitalismo di libero consumo e di libero costume si presenta in effetti come una società senza padri o, per dirla con Jacques Lacan, una società dal padre evaporato. Se infatti il padre rappresenta la figura della legge, che norma e disciplina il desiderio, incanalandolo e rendendolo produttivo, il turbocapitalismo per parte sua procede abbattendo ogni simbolo del padre e trasformando i sudditi in consumatori privi di tabù e di inibizioni. In assenza della legge e dunque del padre, il godimento e il consumo si ergono essi soltanto a unica legge riconosciuta.
La morte di Dio e la libertà come violazione
È il necessario prodotto della morte di Dio evocata da Friedrich Nietzsche. Di qui deriva oltretutto l’immagine alienata della libertà oggi imperante, quella secondo cui la libertà stessa coincide con la violazione di ogni inviolabile, dunque con la violazione delle regole e con l’abbattimento dei tabù. Seguendo le orme di Jacques Lacan, se si abbatte la figura del padre e dunque della legge, la libertà del godimento senza legge, anomico, diventa di fatto un godimento mortifero, non più produttivo, ma che porta anzi alla distruzione di tutto.
Il pestaggio come sintomo
Ordunque il pestaggio del docente a Parma si può leggere come espressione di questa disperata lotta contro la figura del padre e della legge, a beneficio di una società deregolamentata nei cui spazi reificati il desiderio non può e non deve conoscere ostacoli né norme, pena il travolgerli con violenza. Questo è quello che è accaduto a Parma: il desiderio deregolamentato e anomico che abbatte violentemente l’ultimo bastione della legge incarnata dalla figura del docente.
Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro










