L’Istat ha analizzato l’impatto delle riforme fiscali attuate tra il 2021 e il 2026, evidenziando dei limiti strutturali significativi. Nonostante le politiche di riduzione del cuneo fiscale, il risparmio per i lavoratori è stato in gran parte eroso dall’inflazione. Il fenomeno del cosiddetto fiscal drag ha spinto i redditi nominali verso scaglioni più alti, annullando di fatto il beneficio percepito.
Il nodo dei salari
E qui il problema, vedete, è quello dei salari, perché il punto è: ma che cosa è successo dal punto di vista dei salari? Ieri ero in consulenza con un’imprenditrice, e a un certo punto l’imprenditrice dice, ragionando sui suoi clienti: beh, i salari diciamo che sono rimasti gli stessi negli ultimi anni. Non sono molto d’accordo perché bisogna confrontare i salari con l’inflazione. Quello che conta è il potere reale, non il potere nominale. Quindi l’aumento dei salari lordi è rimasto piuttosto deludente. Tra il 2019 e il 2024 sono cresciuti del 9,9% contro un’inflazione del 22%. E questa dinamica dimostra che la vera riduzione delle tasse non è affatto sufficiente a garantire un incremento di potere d’acquisto, dipende dal rapporto con l’inflazione.
Produttività, vincoli di bilancio e riforme
Il problema di fondo risiede – secondo alcuni – nella stagnazione di produttività italiana e nel tipo di settori dove si concentra l’occupazione. Il problema di fondo in realtà è l’Unione Europea, cioè il fatto che la nostra impresa è massacrata dal burocrate e dal legislatore europeo. La finanza pubblica, già gravata da un debito elevato, possiede margini di manovra estremamente ridotti per ulteriori sgravi. Ero moderatore in un convegno a Roma pochi giorni fa e alcuni interventi ricordavano, in università, che noi siamo lì a calcolare se possiamo o no sforare lo 0,1%.
La “riforma strutturale” come fregatura
Insomma, bonus, tagli temporanei, soluzioni parziali, in realtà si continua a parlare di riforme strutturali. E ricordatevi: sostituite la parola riforma con la parola fregatura e avrete l’idea di cosa ci aspetta. L’unica vera riforma strutturale che noi dobbiamo fare è dire basta a questa gabbia di matti che si chiama Unione Europea. Io ormai lo dico da 10 anni e continua ad essere della mia opinione.
Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio Malvezzi










