Il Superbonus del 110% è stato un bene o un male? Ha raggiunto il costo record di 174 miliardi di euro, e cioè 4 volte la stima iniziale. E qui già basterebbe per fare un commento, no? La cifra, vicina all’intero valore del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha impattato pesantemente sui conti pubblici del Paese — è stato un costo impattante sul bilancio dello Stato.
La spesa edilizia residua ha infatti contribuito al mancato rispetto del 3% nel deficit/PIL nel 2025: una misura assolutamente antiscientifica, una misura assolutamente inventata negli oscuri meandri del Ministero francese all’inizio degli anni ’80, in un’epoca completamente diversa da quella che viviamo oggi, con problemi completamente diversi. Eppure il PNRR ne deve tenere conto, il Superbonus ne deve tenere conto, i bilanci dello Stato ne devono tenere conto.
Frodi e controlli: 4,1 miliardi di crediti bloccati
Per arginare le anomalie, il fisco ha attivato un piano di controlli straordinario su due direttrici: da una parte controlli preventivi e dall’altra le attività di analisi di rischio per individuare i potenziali crediti — potenziali — di frode. L’operazione ha permesso di bloccare crediti irregolari o a rischio di frode per ben 4,1 miliardi di euro.
E qui la domanda è: ma perché creare una misura che poi dopo diventa una frode?
Nonostante i costi fuori controllo, il provvedimento è stato comunque un motore per la ripresa post-COVID. Nel triennio 2021-2023 ha stimolato investimenti per oltre 100 miliardi nel settore delle costruzioni. Gli effetti positivi sarebbero stati sull’occupazione, sulla produzione e sul gettito fiscale.
Il bilancio finale: chi ha davvero guadagnato?
E allora cosa ne dobbiamo dedurre? Gli esperti confermano che il ritorno economico è rimasto di molto inferiore al costo totale per lo Stato: abbiamo speso molto di più di quello che abbiamo prodotto. E soprattutto abbiamo creato meccanismi distorsivi per la concorrenza.
Proprio parlando con un’impresa cliente nel settore edilizio e costruzioni — e ne ho sentite tante che si lamentano — questa misura ha fatto entrare nel mercato tantissimi operatori non professionali che hanno fatto concorrenza di prezzi, concorrenza sleale, e hanno in larga parte disturbato il mercato, come sempre succede quando la finanza agevolata va a distruggere un settore.
E allora se il beneficio totale è stato a beneficio di pochi, la domanda è: perché devono pagare tutti quando poi ci guadagnano pochi?
Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio Malvezzi










