Una giornata disastrosa che ha lasciato strascichi pesanti per la Juventus di Spalletti, uscita sconfitta 2-0 dalla sfida contro la Fiorentina. Un risultato che pesa moltissimo per la classifica, soprattutto dopo i successi di Roma, Milan e Como, che complicano enormemente la corsa verso un posto in Champions League. La formazione bianconera scivola al sesto posto e perde terreno proprio nel momento decisivo della stagione.

Il clima attorno alla squadra resta incandescente e lo si è percepito chiaramente anche nel post-partita. Luciano Spalletti ha vissuto minuti di forte tensione al termine del match, quando un episodio con Albert Gudmundsson ha acceso gli animi. Secondo quanto ricostruito, tutto nasce da un contatto ravvicinato mentre l’allenatore lasciava il campo tra i fischi del pubblico.

Il giocatore della Fiorentina avrebbe avvicinato il tecnico con un gesto di distensione, ma il contatto fisico non è stato gradito. Spalletti ha reagito in modo secco, indicando la mano dell’avversario e chiedendo, senza troppi giri di parole, di non essere toccato. Il confronto è durato pochi secondi, ma ha attirato l’attenzione di telecamere e staff presenti a bordocampo.

La situazione si è poi ulteriormente accesa prima che intervenisse Vanoli, che ha immediatamente allontanato il proprio giocatore e riportato la calma, accompagnandolo verso gli spogliatoi. Il suo intervento ha evitato che il diverbio si trasformasse in qualcosa di più serio, in un contesto già reso pesante dal risultato e dalla pressione ambientale.

In conferenza stampa, Spalletti ha poi offerto la sua versione dei fatti, collegando il nervosismo a un episodio di gioco che lo aveva infastidito durante la partita. L’allenatore ha accusato Gudmundsson di aver rallentato volontariamente la ripresa del gioco, un comportamento che ha definito poco corretto. Da lì, secondo il tecnico, deriverebbe anche la sua reazione nel finale.