Trump ancora contro la realtà: l’Iran resiste, l’egemonia dell’impero americano vacilla

Con una buona dose di dadaismo Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, dichiara all’intero pianeta che l’Iran è stato sconfitto e che è al collasso. Peccato che l’Iran non lo sappia, aggiungiamo noi, e continui anzi a resistere come prima, senza in alcun modo piegarsi al vile e neo-barbarico aggressore, voglio dire a Usraele, mostro bicefalo dell’imperialismo sans frontier. A dirla tutta sembra invece che sia proprio Washington al collasso in Iran, in una situazione che, per più versi, sembra riprodurre quella del Vietnam, ove a suo tempo la civiltà del dollaro si impantanò miseramente nella sua nefande impresa imperialistica. E dire che proprio Donald Trump, qualche giorno fa, aveva dichiarato che, sono parole sue, il mondo è pieno di matti, senza ovviamente precisare che un posto speciale in questo nutrito gruppo spetta, politicamente parlando, anche a lui.

Nella corsia dell’ospedale psichiatrico, accanto a chi con lo scolapasta in testa dichiara di essere Napoleone, sembra di fatto idealmente esservi anche Trump, che afferma con sicumere e con protervia di aver sconfitto un Iran in realtà resistente come non mai. Tanto più che la Persia, come non mi stanco di sottolineare ad nauseam, non è solo, come ripete la propaganda a stelle strisce, distrutta e abbandonata. Tutto al contrario, l’Iran ha dalla sua due potenze mondiali, come la Cina e come la Russia, pronte a dare supporto al proprio alleato persiano e a opporre in ogni guisa resistenza alla globalizzazione imperialistica americano-centrica. L’emersione di un mondo finalmente multipolare appare sempre più evidente.

Un mondo che unisce gli stati disallineati, inducendoli a cooperare in vista della corale resistenza al modello unico globalitario della americanizzazione del mondo, o anglobalizzazione, che dir si voglia. Questa è la vera novità degli ultimi anni, ovvero non la fine della storia di cui diceva Fukuyama, ma la fine di una storia, quella della dominazione monopolare del mondo da parte di Washington, così come si era venuta dipanando a partire dall’annus horribilis del 1989. Ebbene, quella storia è finita da che ora sta emergendo, con limpido profilo, un mondo organizzato in forma multipolare, con la Russia e la Cina che, insieme, stanno strutturando intorno a sé una sempre più evidente resistenza al modello unico di Washington e del suo imperialismo sans frontiere.