Quasi quattro anni dopo quella notte magica di Tirana, José Mourinho torna a parlare della Roma. E lo fa con una sincerità che difficilmente lascia indifferente qualsiasi tifoso giallorosso.

In un’intervista rilasciata a Il Giornale, l’ex tecnico portoghese non usa mezze misure: Per me Roma è il posto più bello della mia carriera. Una dichiarazione che pesa, considerando che Mourinho ha allenato in società del calibro di Chelsea, Inter, Real Madrid e Manchester United, vincendo tutto quello che c’era da vincere.

L’Olimpico, l’amore, la Conference

Mourinho descrive un legame che va oltre il semplice rapporto tra allenatore e piazza. Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio, racconta, ricordando l’Olimpico sempre sold out e l’intensità emotiva che i tifosi trasmettevano ai giocatori in ogni partita.

Il momento più alto? La vittoria della Conference League nel maggio 2022. La festa è stata pazzesca: nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così“. Parole che restituiscono la misura di quanto quella notte a Tirana sia stata qualcosa di irripetibile, non solo per Roma ma per lo stesso Special One.

Mourinho: “La mia Roma è finita — ma i tifosi non si toccano”

Sul suo addio alla Roma, avvenuto nel gennaio 2024, Mou è lapidario: “La mia Roma è finita, non voglio dire altro”. Una frase secca, definitiva, che chiude un capitolo senza riaprirlo.

Ma prima di congedarsi, tiene a fare una cosa: difendere i tifosi. Nessuno se la prenda con i tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. I tifosi giallorossi sono quelli che aiutano la squadra — nessuno li deve toccare.

Un atto d’amore, l’ennesimo, verso una città che evidentemente non ha mai smesso di portare nel cuore.