Non era certo un segreto: per battere il Bayern Monaco, l’Atalanta era chiamata a una vera e propria impresa.

Solo due settimane fa, il Gewiss Stadium era stato il teatro di una rimonta storica proprio contro gli storici rivali dei tedeschi, il Borussia Dortmund. Ed è per questo che, nei loro cuori, i tifosi della Dea continuavano a crederci, senza però gridarlo ad alta voce.

La realtà, però, è stata durissima. I bavaresi hanno letteralmente annichilito la squadra di Raffaele Palladino, che aveva provato a trovare una soluzione per arginare Olise e compagni.

Ho scelto la difesa a quattro: contro una squadra così forte vogliamo giocarcela. La mentalità dell’Atalanta è il coraggio“, aveva dichiarato alla vigilia del match.

Il coraggio, però, non basta contro una delle squadre più forti d’Europa. La formazione guidata da Vincent Kompany vanta il miglior attacco del continente, domina la Bundesliga — dove occupa il primo posto — e in Champions League ha chiuso al secondo posto nel girone unico, perdendo soltanto contro l’Arsenal.

In campo, infatti, non c’è mai stata partita. Nel primo tempo, Josip Stanišić, Michael Olise e Serge Gnabry hanno indirizzato subito la gara sul 3-0.

Nella ripresa è arrivata la definitiva resa dei conti: Nicolas Jackson, ancora Olise e Jamal Musiala hanno fissato il punteggio sul 6-0, una sentenza senza appello che rende di fatto inutile la gara di ritorno. A nulla è servito e servirà il gol di Pasalic, arrivato allo scadere.

I tedeschi hanno dimostrato di appartenere a un altro livello, e lo stesso stadio lo ha riconosciuto applaudendo gli avversari: un gesto di sportività che sembra quasi voler assolvere la prestazione dei propri beniamini.

Anche l’ultima italiana, dunque, saluterà la Champions.