“Metti un uomo solo al comando e lo ricatti?” | Ugo Mattei lancia l’allarme sulla riforma

Il giurista Ugo Mattei ha espresso forti critiche rispetto alle riforme che riguardano la magistratura e il sistema istituzionale italiano, interpretandole come parte di una strategia più ampia di progressiva concentrazione del potere politico.

A introdurre il tema è stata una domanda di Giorgio Bianchi, che ha richiamato il meccanismo dei ‘passi tattici’: piccoli cambiamenti apparentemente limitati che, nel tempo, portano a trasformazioni strutturali. In questo quadro, la questione posta al professore è stata diretta: alcune riforme – e il referendum collegato – potrebbero rappresentare un passaggio verso l’obiettivo finale di porre il pubblico ministero sotto il controllo dell’esecutivo?

La riduzione del pluralismo istituzionale

Secondo Mattei, questa dinamica rientra in uno schema già visto in altri ambiti della vita pubblica. “Nella società della comunicazione di massa si costruiscono spesso narrazioni denigratorie”, osserva, ricordando quanto accaduto durante la stagione delle privatizzazioni, quando si diffuse l’idea che il settore pubblico fosse inefficiente e inutile, preparando il terreno alla cessione di beni e servizi ai privati.

A suo giudizio qualcosa di simile starebbe accadendo oggi con la magistratura. “Invece di investire seriamente nella formazione e nel rafforzamento culturale dei magistrati – afferma – si tende a delegittimare l’intera categoria”. Anche le correnti interne, che organizzano momenti di confronto e dibattito, finirebbero così per essere rappresentate come un problema.

“Quando si demonizza una categoria, diventa poi molto più facile smantellarla”, sostiene Mattei. Il giurista collega questo processo a una tendenza più ampia: la progressiva riduzione del pluralismo istituzionale. In questo quadro rientrerebbero anche interventi come la riduzione del numero dei parlamentari e la crescente delegittimazione degli organismi intermedi, dai sindacati al Parlamento.