Quanto accaduto nella finale di Coppa d’Africa tra Senegal e Marocco ha dell’incredibile ed è destinato a rimanere impresso nella storia della competizione.
Tutto inizia quando al Senegal viene annullato il gol del vantaggio per un presunto fallo in attacco di Seck su Hakimi. Una decisione che scatena immediate polemiche: il contatto sul terzino marocchino appare infatti minimo e giudicato da molti eccessivamente severo. La tensione sale ulteriormente poco dopo, quando l’arbitro Ndala, della Repubblica del Congo, concede un calcio di rigore al Marocco per una trattenuta appena accennata su Brahim Díaz.
Da quel momento, il caos. Il Senegal, convinto di aver subito un grave torto arbitrale, decide clamorosamente di abbandonare il terreno di gioco. In prima linea c’è il commissario tecnico Pape Thiaw, deciso quasi a trascinare fuori di peso i propri giocatori. Tutti lasciano il campo, ad eccezione di Sadio Mané: una presenza decisiva che consentirà in seguito ai senegalesi di rientrare ed evitare la sconfitta a tavolino.
Dopo circa venti minuti di sospensione, la partita riprende regolarmente. Il rigore viene battuto, ma dagli undici metri Brahim Díaz spreca l’occasione tentando un pallonetto che finisce docilmente tra le braccia di Mendy. Un errore destinato a pesare enormemente sull’esito finale. I tempi regolamentari si chiudono sullo 0-0, in un clima ancora carico di tensione.
Nel primo tempo supplementare arriva il gol che decide la finale. E non è il Marocco a segnare, bensì il Senegal: proprio quella squadra che, pochi minuti prima, aveva abbandonato il campo e, di fatto, sfiorato il ritiro dalla competizione.
Il Marocco tenta in ogni modo di riequilibrare il risultato, ma senza successo. Al triplice fischio, è il Senegal a festeggiare, laureandosi campioni d’Africa per la seconda volta nella loro storia, dopo il trionfo del 2022, al termine di una notte surreale e destinata a rimanere per sempre nelle pagine più controverse e memorabili della Coppa d’Africa.
Coppa d’africa choc, Padovan: “Pessimo spettacolo, dequalificata la competizione stessa”
Intervenuto ai microfoni di Radio Radio Lo Sport, Giancarlo Padovan ha commentato senza mezzi termini quanto accaduto nel corso della finale di Coppa d’Africa, esprimendo tutto il suo disappunto per quanto visto.
“Un pessimo spettacolo. Brutto vedere un allenatore incitare i propri giocatori ad abbandonare il campo, attendere 20 minuti per il rientro, poi il rigore sbagliato. Se l’arbitraggio è illegittimo, diventa legittimo lasciare il campo? Sia in tribuna sia in campo si è assistito ad una dequalificazione di un trofeo come la Coppa d’Africa. Non è normale lasciare il campo, né invitare i propri giocatori ad uscire e vedere quelle scene sugli spalti” – ha detto.










