Bruxelles, sentito? “L’UE è un mostro”: dalla Germania il segnale che qualcosa sta per crollare

Ora, in Unione Europea viviamo all’interno di un regime. Non lo dico io, ma come avevo previsto anni fa, sta nascendo un sentimento critico all’interno della Germania verso l’Unione Europea. E vi avevo detto che l’Unione Europea un giorno sarebbe finita per scelta di chi l’aveva dominata negli ultimi decenni, cioè la Francia e la Germania soprattutto. Pensate che alcune testate conservatrici come Die Welt ospitino frequenti e durissime requisitorie di ospiti, di articolisti contro Bruxelles, di giornalisti. Per esempio, al centro della riflessione vi è un editoriale di Roger Köppel, un giornalista e un politico svizzero che descrive una propria personale parabola che è anche abbastanza vicina alla mia evoluzione di parabola durante la vita.

L’editoriale contro l’UE

Köppel descrive se stesso come da giovane sostenitore emotivo dell’ideale europeo, fermo oppositore di ogni integrazione istituzionale tra Paesi europei. Köppel arriva a definire l’attuale Unione Europea “una minaccia per l’Europa” – non confondiamo mai Unione Europea con la geografia – perfino “superiore alla Cina o alla Russia”, allineandosi a posizioni critiche espresse anche da figure come Vance.

L’autore denuncia inoltre una deriva autoritaria dell’Unione citando sanzioni contro diversi giornalisti politici per le opinioni espresse come una violazione della libertà di espressione. Viene addirittura sottolineato il paradosso per cui persino durante la guerra fredda l’Occidente non censurava come nella propaganda sovietica, mentre oggi l’Unione Europea sembra voler autoperpetuarsi, dicono questi giornalisti, limitando il dissenso interno, cioè limitando la libertà di espressione democratica.

Un segnale importante

Ecco perché ormai da più parti molti pensano che questa Unione Europea stia diventando sempre meno democratica e sempre più autoritaria. I parlamenti sono di fatto svuotati di potere. Noi cittadini non sappiamo più se c’è qualcuno che ha potere veramente di rappresentarci e di esprimere il nostro dissenso. E se anche i giornalisti a questo punto non hanno più il diritto di esprimere opinioni contro l’attuale governo europeo, beh allora abbiamo tutte le caratteristiche per poter parlare di autoritarismo dell’Unione Europea.

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