Allo stadio Sinigaglia, il 1° agosto 2022, Cesc Fabregas si presentò con la sciarpa del Como al collo e un contratto biennale in Serie B. Quattro anni dopo guida dalla panchina una squadra alla prima Champions League della sua storia, reduce dal 9-1 sul campo del Lens: mai nessuno aveva segnato nove gol in trasferta nella competizione.
Una telefonata, un nome
Il Como, in quell’estate, stava inseguendo un difensore centrale: Luis Binks, ventenne in arrivo dal Bologna. Per trattarlo, il direttore sportivo Carlalberto Ludi era al telefono con il suo procuratore, lo stesso di Fabregas, ed è a fine chiamata che la conversazione ha cambiato la storia di un club. “Il suo procuratore alla fine della call è stato lui a provocarmi dicendo, what about Cesc?“, racconta Ludi a Radio Radio Lo Sport.
Nessun entusiasmo immediato, anzi. “Io avevo perso i radar su Fabregas, ho detto, ma in che senso?“. Da quella domanda è partito tutto.
Un’opportunità reciproca
Una volta entrati nel merito, l’affare ha preso corpo. Ludi lo riassume così: “È stata poi un’opportunità che abbiamo colto reciprocamente“.
Il resto è la parabola di un club. Fabregas appende gli scarpini nell’estate 2023, a novembre prende la panchina ad interim in B dopo l’addio di Moreno Longo, poi arrivano la promozione e il quadriennale da capo allenatore. Nel 2025/26 il Como chiude quarto in Serie A e conquista la Champions per la prima volta. In Europa i lariani hanno battuto Lipsia e Manchester United, entrambe per 4-1 al Sinigaglia, perso 3-2 a Feyenoord e travolto il Lens. Domenica 8 novembre alle 18 arriva l’Inter, per l’undicesima giornata di campionato.
Per il dirigente, l’incastro valeva per entrambe le parti: “Lui per finire da protagonista sul campo e poi cominciare una nuova carriera, e noi per avere un giocatore molto rappresentativo e idealmente accompagnare un futuro allenatore nel suo percorso“.
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