Il Benfica entra nella storia e lo fa proprio a San Siro. Nella notte d’esordio del Milan di Amorim in Europa League, i portoghesi battono i rossoneri per 0-2: non era mai successo, in sei precedenti ufficiali nelle grandi competizioni europee, comprese le due finali di Champions vinte dal Diavolo nel 1963 e nel 1990.
Alla vigilia Amorim aveva scelto parole nette: “Parliamo di una competizione e l’obiettivo è ovviamente vincere”. Una gara “fondamentale” secondo l’ex United, ma che non ha ripagato le ambizioni.
La partita racconta infatti un Milan che fatica a costruire gioco, mai davvero incisivo, schiacciato dal ritmo imposto dal Benfica. Già al 16esimo il belga Lukebakio sblocca il risultato, complice una difesa troppo larga sul suo lato. Pochi minuti dopo Sudakov sfiora il raddoppio colpendo un palo. Il primo tempo si chiude sull’1-0 lusitano, con la squadra di Amorim che rientra negli spogliatoi tra i fischi – la stessa sensazione lasciata, a tratti, dal primo tempo dell’Olimpico contro la Lazio.
Amorim prova a correggere subito: nell’intervallo dentro Gila e Pulisic, fuori Terracciano e un Hutchinson già bocciato alla sua prima da titolare. La seconda frazione porta qualche timido segnale in più, ma non basta a invertire la rotta: il Benfica raddoppia al 53esimo con Kaminski, che chiude un’azione avviata da El Karouani. Nel finale il Milan prova a reagire – De Winter spreca una palla gol clamorosa, Pulisic si fa ipnotizzare più volte da Trubin – senza però riuscire a riaprirla.
Il risultato pesa più del semplice 0-2: è il primo ko stagionale, arrivato proprio nella competizione in cui il Milan si era presentato con più ambizione, e contro l’avversario che in sessant’anni di storia non era mai riuscito a batterlo. Un modo tutt’altro che ideale per iniziare un cammino che, nelle intenzioni della vigilia, doveva portare fino in fondo.
Le parole post match di Ruben Amorim
Ai microfoni di Sky Sport dopo la sconfitta contro il Benfica, il tecnico del Milan ha parlato così:
“Noi abbiamo la palla ma creiamo più problemi a noi stessi che all’avversario quando la abbiamo. Dobbiamo avere più possesso vicino all’area avversaria, come nel secondo tempo. Ci manca creatività vicino all’area. Nel primo tempo dopo il gol abbiamo perso tutto quello che dovevamo fare. Volevamo fare tutto velocemente ma senza qualità. L’approccio alla partita? Non so se sia un problema mentale”.
“Guardando la partite nel complesso, il secondo tempo lo abbiamo iniziato bene. Non sono ripartito con la stessa formazione di Lazio perché Rabiot non sapevamo se fosse in grado di giocare oggi. Pulisic lo stesso, aveva fatto 45 minuti e conoscete la sua storia. Moreira ha avuto due giorni di riposo per un rpoblema personale. Ci sono alcune questioni che la gente non conosce e io devo gestire tutto”.










