Germania, in Sassonia-Anhalt vince l’AfD: vi svelo il vero volto dell'”ondata nera”

Alternative für Deutschland ha conquistato il 43,8% dei voti alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, aggiudicandosi 39 seggi su 83 nel parlamento del Land. La Cdu del ministro-presidente uscente Sven Schulze si è fermata al 17,2%, dimezzando i consensi rispetto al 2021. L’affluenza ha sfiorato l’80%, la più alta mai registrata in una tornata regionale del Land. È la prima volta dal secondo dopoguerra che un partito classificato come di estrema destra si avvicina alla guida di una regione tedesca. Il candidato AfD Ulrich Siegmund ha parlato di “risultato storico”, mentre la leader federale Alice Weidel lo ha definito un mandato chiaro a governare, pur senza numeri sufficienti per farlo da sola.

“Non è un rigurgito popolare, è ingegneria del consenso”

Il dato va letto oltre la superficie elettorale. “Pensare che l’AfD, come a suo tempo il movimento MAGA, nasca da un rigurgito spontaneo delle popolazioni è pura fantasia: intercettano il malcontento, ma il sottostante resta la medesima oligarchia transnazionale”. Ricordiamo il sostegno di Elon Musk al partito e le aperture di Peter Thiel, insieme a quella che definisce un’affinità elettiva con Israele usata come argine narrativo contro l’avanzata dell’Islam in Europa. Un filo che collegherebbe l’AfD ad altri fenomeni “antisistema” recenti, da Milei in Argentina a Bukele in Colombia, sostenuti da reti atlantiste e evangeliche.

Inoltre vi sono due anime interne al partito tedesco: una componente nazionalista-eurasiatica, meno finanziata e meno visibile, e quella liberista-atlantista oggi nettamente prevalente. “Il sistema si sta rigenerando, creando una finta alternativa che mantiene intatti atlantismo e iperliberismo”, diffidiamo perciò della lettura sinistra-destra come chiave interpretativa del fenomeno.