Amato: “L’ipotesi del missile francese resta la più credibile, ma va indagata anche la pista israeliana”
A Roma il gip attende ancora di pronunciarsi sulla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla strage di Ustica, riaperta 18 anni fa dopo le rivelazioni dell’allora presidente emerito Francesco Cossiga: la decisione è attesa non prima di fine estate, dopo che a giugno il Governo ha annunciato, tramite l’Avvocatura dello Stato, la propria opposizione formale alla chiusura del fascicolo. Proprio mentre si attende l’esito, Giuliano Amato e Carlo Giovanardi si sono confrontati sul caso ospiti di Astrea – Il futuro che verrà.
Amato ha ribadito che l’ipotesi del missile francese non è “una sua verità”, ma “l’ipotesi che era stata ritenuta più credibile” per via del comportamento definito reticente di Parigi sui movimenti dell’aeroporto di Solenzana e della portaerei Clemenceau. L’ex premier ha detto di aver sollecitato più volte Macron a fare chiarezza e si è detto contrario a una nuova archiviazione, rilanciando anche il cosiddetto “quinto scenario” — la pista israeliana ipotizzata dal giornalista Claudio Gatti — mai oggetto di un’indagine giudiziaria.
Giovanardi: “Bomba a bordo, prove granitiche. Basta con la fantascienza della battaglia aerea”
Di segno opposto la ricostruzione di Giovanardi, che ha richiamato le sentenze della Cassazione penale (che assolsero con formula piena i generali imputati, definendo l’ipotesi della battaglia aerea “un’ipotesi da fantascienza”) e la perizia Misiti, firmata da undici esperti internazionali, a sostegno della tesi della bomba a bordo collegata al cosiddetto “Lodo Moro” e ai traffici d’armi con i palestinesi. Anche lui ha chiesto che l’inchiesta non venga archiviata, sollecitando un’indagine sui responsabili materiali.
Il confronto si è chiuso su un contrasto interpretativo tra i due, relativo al valore giuridico della sentenza-ordinanza del giudice istruttore Rosario Priore rispetto alle successive pronunce della Cassazione.










