Donald Trump, l’imperatore a stelle e strisce, non si smentisce mai quanto a cafonaggine e arroganza. Adesso ha lanciato una vera e propria silurata gratuita contro Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano ed esponente di spicco della giullaresca destra bluette neoliberale, filoatlantista, filoisraeliana e filoucraina.
Dice Trump che Giorgia Meloni lo avrebbe implorato per poter fare una foto insieme e che egli avrebbe conseguentemente provato pena per lei. Non si tratta certo del modus operandi di un galantuomo, quale in effetti il codino biondo che fa impazzire il mondo non è. La rozzezza di Trump è ormai proverbiale in ogni ambito.
La replica della premier italiana
Giorgia Meloni, peraltro, ha smentito categoricamente e ha asserito di non aver mai avanzato simili richieste. Ha altresì precisato che ella e l’Italia non sono soliti implorare nessuno.
A onor del vero, si trovano agevolmente in rete parecchie foto di Giorgia Meloni con esponenti della politica internazionale, foto in cui si evince chiaramente che ella abbia magari non implorato, ma sicuramente richiesto di poter posare con il personaggio di turno, dall’indiano Modi al l’ungherese Orban.
Si tratta di autoscatti, o come usa dire, selfie, scattati dalla stessa Premier italiana. Non appare dunque implausibile che ella abbia chiesto, magari non implorato, di fare altrettanto a Trump, forse per segnalare al pubblico l’avvenuta ricucitura del rapporto con gli Stati Uniti, che sembrava essersi sfilacciato nelle scorse settimane in relazione alla vicenda iraniana.
L’intervento di Tajani e il tema della subalternità
Il prode Tajani è puntualmente intervenuto, stizzito, dichiarando che Trump ha offeso l’Italia. Occorrerebbe pacatamente fargli notare che, se il diritto internazionale conta fino a un certo punto, Tajani dixit, figuriamoci l’educazione internazionale.
A voler essere rigorosi, non è vero che l’Italia non ha mai implorato nessuno e, soprattutto, Washington. Ancora poche settimane addietro, il giullaresco governo di Giorgia Meloni implorava letteralmente Trump affinché le truppe americane non abbandonassero l’Italia, come l’imperatore neoleviatanico a stelle e strisce aveva annunciato.
Italia e Stati Uniti: un rapporto di dipendenza?
Ed è superfluo rammentare il nesso di subalternità servile che da tempo immemore lega il nostro sventurato Paese al padrone a stelle e strisce. Poco cambia se con governi di destra o di sinistra.
Forse è la volta buona che anche il quadrante destro della politica italiana capisca che Trump e gli Stati Uniti d’America non sono nostri amici o alleati, ma nemici e colonizzatori.
Il confronto con Putin e Xi Jinping
Il lessico di Trump lo manifesta in forma adamantina. Putin e Xi Jinping mai avrebbero usato espressioni tanto volgari e irriguardose; deve essere chiaro che, a differenza di Trump, sono politici tutti d’un pezzo, seri e di alto livello, avvezzi a trattare con gli altri Paesi in maniera diversa rispetto a quella padronale che contrassegna il modus operandi di Washington.
L’interesse nazionale prima di tutto
A ogni modo, in quanto italiani, non possiamo che condannare il modus operandi di Washington e difendere la nostra patria, benché attualmente sia pessimamente rappresentata. L’interesse nazionale deve sempre venire prima rispetto al resto, come destra e sinistra rivelano ugualmente di non sapere.
Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro










