Nuovo scontro in Commissione Covid, Boccia lascia l’aula ▷ FDI: “Basta, è un anno e mezzo che sopportiamo”

Il clima in Commissione Covid è sempre più rovente.
I lavori continuano a essere segnati da un clima di crescente conflittualità tra i gruppi di maggioranza e quelli di opposizione. Negli ultimi mesi le sedute si sono più volte interrotte o slittate tra polemiche sui calendari, sospetti di ostruzionismo e reciproche accuse di scarsa collaborazione istituzionale. La maggioranza lamenta da tempo tentativi sistematici di rallentare i lavori, mentre le opposizioni contestano la gestione dei tempi e la mancanza di un coordinamento reale tra i commissari. Un braccio di ferro che rischia di compromettere la conclusione dell’inchiesta, già appesantita da un’agenda parlamentare fitta di votazioni d’aula.

La seduta odierna ha offerto un nuovo capitolo di queste tensioni. Il presidente della Commissione, il senatore Marco Lisei, ha aperto i lavori annunciando una sospensione immediata per consentire ai commissari di partecipare alle votazioni alla Camera, previste a partire dalle ore 14. Da lì è scaturito un lungo confronto — più simile a un rimpallo di responsabilità che a una vera interlocuzione — sulla possibilità di individuare uno slot utile per riprendere l’audizione in corso.

Il senatore Francesco Boccia, a nome del Partito Democratico, ha segnalato la probabile convocazione di assemblee di gruppo in serata, rendendo di fatto irrealizzabile la ripresa alle 20, ipotesi avanzata da Lisei come «prima finestra utile». Ha quindi proposto di trovare un accordo con l’audito per collocare la seduta nel giro di 24-48 ore, anche in orari inusuali come il giovedì mattina. Lisei, pur mostrando disponibilità a cercare una soluzione condivisa, ha opposto la difficoltà di pianificare senza conoscere ancora il calendario delle aule del giorno successivo — determinato solo in giornata dalle capigruppo — e ha chiesto ai commissari di comunicargli per email le convocazioni interne dei rispettivi gruppi, per valutarne la compatibilità.

Il momento più acceso è arrivato con l’intervento della senatrice Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione. Rivolgendosi direttamente al presidente, Buonguerrieri ha formulato un invito formale a ridurre il tempo concesso a quelli che ha definito «continui confronti e polemiche» da parte dei gruppi di opposizione, arrivando a parlare di «bizze» che avrebbero come unico effetto il ritardo sistematico dei lavori. Ha poi colto l’occasione per sottolineare — e chiedere che restasse agli atti — che Boccia, dopo aver chiesto di concordare tempi e orari con tutti i presenti, aveva abbandonato l’aula prima della fine della discussione. Un gesto letto dalla senatrice come emblematico di un atteggiamento strumentale: disponibili al dialogo solo quando fa comodo, assenti quando si tratta di ascoltare posizioni diverse dalla propria.

La seduta si è chiusa senza che fosse fissata una data certa per la ripresa dell’audizione, in attesa di verificare gli spazi nelle aule parlamentari e l’eventuale tenuta del calendario dei gruppi, ma la tensione la fa da padrone in ormai quasi tutte le convocazioni.