La stagione del Milan si è trasformata, nel giro di poche settimane, da possibile trampolino verso lo scudetto a uno dei fallimenti più pesanti dell’era RedBird. I rossoneri, che per gran parte del campionato hanno inseguito l’Inter mantenendosi stabilmente nelle prime posizioni della classifica, hanno dilapidato tutto nel finale, fino alla clamorosa sconfitta interna contro il Cagliari all’ultima giornata che è costata addirittura la qualificazione alla prossima Champions League. Una débâcle sportiva che ha provocato un terremoto senza precedenti ai vertici del club.
L’azzeramento voluto da Cardinale
La reazione della proprietà è stata immediata e durissima. Gerry Cardinale ha definito il finale di stagione un “fallimento inequivocabile” e ha deciso di azzerare completamente la struttura sportiva del club. Nel giro di poche ore sono stati allontanati Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada, una rivoluzione totale che ha coinvolto allenatore, amministratore delegato, direttore sportivo e direttore tecnico. Una scelta drastica che testimonia la gravità della situazione e la delusione della proprietà per un obiettivo considerato imprescindibile come il ritorno in Champions League.
L’aspetto più sorprendente, tuttavia, riguarda ciò che è accaduto dopo. A quasi tre settimane dagli annunci, il Milan si ritrova ancora senza una guida tecnica e senza una nuova struttura dirigenziale definita. Un vuoto di potere che alimenta interrogativi e preoccupazioni tra tifosi e addetti ai lavori.
Un club in attesa di una nuova identità
La sensazione è che il Milan stia vivendo una fase di transizione più complessa del previsto. L’idea iniziale era quella di avviare rapidamente un nuovo corso, ma i tempi si stanno allungando. Le decisioni definitive tardano ad arrivare e il rischio è quello di perdere settimane preziose nella programmazione della prossima stagione.
A rendere ancora più particolare il momento contribuisce la situazione di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, figura centrale nel progetto RedBird e uomo di fiducia della proprietà, è attualmente impegnato ai Mondiali e lontano dalle dinamiche quotidiane di Casa Milan. Un’assenza che inevitabilmente rallenta alcuni processi decisionali in una fase in cui il club avrebbe bisogno di punti di riferimento chiari e costanti.
Nel frattempo cresce il malcontento della tifoseria, che dopo il crollo finale e il mancato accesso alla Champions osserva con crescente inquietudine un’estate che avrebbe dovuto essere quella della ricostruzione e che invece sembra ancora bloccata nella fase preliminare. Anche tra gli ultras e gli ambienti vicini al tifo organizzato non mancano contestazioni verso la proprietà e la gestione del momento di crisi.
Panchina: Amorim in pole position
Se sul fronte dirigenziale regna ancora l’incertezza, qualcosa in più sembra muoversi per quanto riguarda la panchina. Dopo settimane di valutazioni e colloqui, il nome che avrebbe guadagnato terreno in maniera significativa è quello di Ruben Amorim.
L’ex tecnico dello Sporting Lisbona arriva però da un’esperienza estremamente complicata al Manchester United. L’avventura inglese si è rivelata ben al di sotto delle aspettative e si è conclusa con l’esonero dopo mesi caratterizzati da risultati deludenti e tensioni interne. Nonostante questo, il profilo del tecnico portoghese continua ad essere considerato tra i più interessanti del panorama europeo per idee, personalità e capacità di costruire progetti a medio termine.
La possibile scelta di Amorim rappresenterebbe una netta discontinuità rispetto alla filosofia pragmatica incarnata da Allegri. Il Milan cercherebbe infatti un allenatore capace di restituire identità, gioco e valorizzazione del patrimonio tecnico, aspetti che sono progressivamente venuti meno durante il crollo finale della stagione.
Milan, la dura analisi di Franco Ordine: “Sono scandalizzato…”
A certificare il clima di forte incertezza che circonda il club sono anche le parole di Franco Ordine, una delle voci più attente alle vicende rossonere. Intervenuto a Radio Radio Lo Sport, il giornalista non ha nascosto tutta la propria preoccupazione per la gestione della crisi da parte della proprietà.
Ordine ha parlato apertamente di una situazione “scandalosa“, criticando soprattutto l’atteggiamento del proprietario Gerry Cardinale, accusato di agire in maniera “isterica e nervosa” dopo il tracollo sportivo di fine stagione.
Le riflessioni di Ordine si sono concentrate anche sul tema della nuova dirigenza. Commentando le indiscrezioni relative a Damien Comolli, l’opinionista ha sottolineato come il dirigente francese rappresenterebbe comunque una soluzione meno rischiosa rispetto ad altri profili completamente estranei al calcio italiano. Secondo Ordine, Comolli avrebbe almeno una conoscenza, seppur parziale, delle dinamiche della Serie A, anche alla luce dei contatti che avrebbe avuto con il Milan già la scorsa estate per un possibile ingresso al posto di Furlani.
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