YAMAL, SOLIDARIETA’ ALLA PALESTINA – Il Barcellona si gode la festa per la conquista della 29ª Liga della sua storia. Ma tra cori, fumogeni e provocazioni ai rivali del Real Madrid, a prendersi la scena è stato ancora una volta Lamine Yamal. Il giovane talento blaugrana, fermato da un infortunio che ha chiuso in anticipo la sua stagione, è stato tra i più scatenati durante la parata sul bus scoperto per le strade della città catalana.

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Davanti a migliaia di tifosi in festa, lo spagnolo ha prima mostrato una maglia con la scritta “Grazie a Dio non sono Madridista”, accendendo subito il derby a distanza con i blancos. Ma il gesto che ha maggiormente fatto discutere è arrivato poco dopo, quando Yamal ha sventolato una bandiera della Palestina dal pullman della squadra, ricevendo applausi e cori dalla folla presente.

Un’immagine che in poche ore ha fatto il giro dei social, diventando simbolo della solidarietà verso la Palestina espressa dal giovane esterno spagnolo. Non è la prima volta che il classe 2007 lancia messaggi dal forte valore simbolico. Nelle scorse ore aveva già pubblicato una storia Instagram con la frase “Le parole non costano nulla”, chiara frecciata a Jude Bellingham e al celebre “HALA MADRID” postato dal centrocampista inglese dopo il Clasico d’andata.

Nel giorno della festa blaugrana, tra sfottò calcistici e celebrazioni per il titolo conquistato contro il Real Madrid, il nome di Lamine Yamal è così finito ancora una volta al centro dell’attenzione, non solo per il calcio ma anche per un gesto politico e sociale destinato a far discutere.

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