ESCLUSIVA | Roma, Aldair si confessa: “Ho un grande rimpianto…”

Campione del mondo con il Brasile nel 1994, simbolo eterno della Roma e icona assoluta del calcio anni ’90: Aldair è stato molto più di un semplice difensore. Elegante, carismatico e tecnicamente sopraffino, “Pluto” ha scritto pagine indimenticabili della storia giallorossa, diventando uno dei calciatori più amati dal popolo romanista.

Arrivato nella Capitale nel 1990, Aldair ha vestito la maglia della Roma per ben tredici stagioni, conquistando una Coppa Italia, uno storico Scudetto nel 2001 e una Supercoppa Italiana. Leader silenzioso, colonna della difesa e per un periodo anche capitano, il brasiliano ha legato il suo nome a un’epoca indelebile della storia romanista. (Entrando di diritto nella Hall of Fame del club)

Dagli inizi al Flamengo fino all’esperienza europea con il Benfica, passando per la consacrazione in giallorosso e il trionfo mondiale con il Brasile. Aldair è stato uno dei difensori più forti e raffinati della sua generazione. Un campione capace di unire forza fisica, intelligenza tattica e qualità tecniche fuori dal comune.

Nell’intervista esclusiva concessa a Radio Radio, Aldair ripercorre i momenti più importanti della sua carriera e torna a parlare con emozione del suo rapporto speciale con la Roma: dallo Scudetto al rimpianto per ciò che quella squadra avrebbe potuto vincere negli anni successivi. Senza dimenticare gli aneddoti sulla fascia da capitano, il legame con i tifosi e le riflessioni sull’attualità giallorossa.

Ho un ricordo bellissimo dello Scudetto con la Roma nel 2001! Ma con quei giocatori avremmo potuto vincere molto di più, soprattutto l’anno dopo…

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