E’ subito partito l’identikit dopo la tragedia di Modena per fare chiarezza su un solo punto: chi è Salim El Koudri, cioè l’attentatore che il pomeriggio del 16 maggio ha lanciato la sua Citroën C3 a tutta velocità contro i passanti che affollavano il centro storico di Modena, causando otto feriti, quattro dei quali gravi. Dopo l’impatto è sceso dal veicolo con un coltello, ha tentato la fuga e ha accoltellato un uomo che cercava di bloccarlo, prima di essere fermato dalla polizia.
Le email all’università: «Voglio lavorare. Bastardi cristiani»
Al centro delle indagini ci sono alcune email inviate da El Koudri alla sua università nel 2021. Nella prima mail scriveva di voler lavorare come impiegato e lamentava condizioni economiche difficili, con meno di 500 euro al mese. Pochi secondi dopo arrivava un secondo messaggio con pesanti insulti contro i cristiani e Gesù Cristo. Circa un’ora più tardi giungeva però una terza email con le scuse per la “maleducazione”. Un anno dopo, nel febbraio 2022, tornava a scrivere all’università dicendo di non riuscire a trovare lavoro coerente con i suoi studi e di sentirsi solo, chiedendo consiglio su cosa fare.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha precisato che El Koudri potrebbe aver ritenuto di aver subito discriminazioni, ma non ha mai dato segnali di radicalizzazione islamista strutturata. Dalle perquisizioni e da una prima analisi dei telefoni non emergono collegamenti con reti di propaganda terroristiche.
Per Mario Giordano però le modalità della fuga criminale sono sospette: “Non è un terrorista islamico ma il format è esattamente quello del terrorista islamico”, commenta il giornalista sui suoi social.
“Sono le stesse cose che abbiamo visto sulla promenad di Nizza, ai Mercatini di Natale di Berlino, sulla rambla di Barcellona. Non sarà un terrorista islamico ma si muove come un terrorista islamico. Per non parlare delle mail che sono state trovate”.
El Koudri si trova attualmente in isolamento in cella singola. Al suo legale ha detto: «Ho preso un coltello e sono uscito, sapevo che quel giorno sarei morto. Andavo più forte che potevo». Ha chiesto sigarette, una Bibbia e di poter parlare con un prete. La difesa punta sulla perizia psichiatrica, e l’udienza di convalida dell’arresto è fissata per martedì 19 maggio.
Cinque persone restano ricoverate tra Modena e Bologna, tutte in condizioni stabili ma serie. La situazione più critica riguarda una coppia marito e moglie, entrambi nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore di Bologna. Quattro dei ricoverati sono ancora in prognosi riservata.










