COMO, INTERVISTA ESCLUSIVA AL DS LUDI – Il Como ha conquistato una storica qualificazione alla Champions League all’ultima giornata di campionato. Complice il crollo del Milan e al termine di un percorso straordinario, i lariani hanno centrato per la prima volta l’accesso alla massima competizione europea. Un traguardo dal valore enorme, soprattutto se si considera che appena due anni fa il club festeggiava il ritorno in Serie A.
Merito del lavoro di una società compatta e ambiziosa, capace di costruire un progetto vincente sotto la guida di Cesc Fabregas, protagonista di una stagione ben oltre ogni aspettativa. Un risultato che fino a pochi anni fa sembrava impensabile e che ora apre scenari tutti da scrivere per il futuro del club.
A fare il punto è il direttore sportivo Carlalberto Ludi, intervenuto ai microfoni di Radio Radio Mattino – Sport & News. Dal futuro di Fabregas e Nico Paz alle ambizioni del Como per le prossime stagioni: ecco l’intervista completa al ds lariano.
Como, l’intervista completa al DS Carlo Alberto Ludi
Affrontare la Champions League sarà un’esperienza nuova e impegnativa per tutto il club: come vi state preparando?
“Ci stiamo ancora godendo uno storico traguardo appena raggiunto. Guardando al futuro, ci muoveremo sul mercato con la consapevolezza che questa squadra ha meritato il quarto posto. Il livello della rosa è già alto, ma vogliamo alzarlo ulteriormente inserendo giocatori con maggiore esperienza e un profilo internazionale.”
Nico Paz ha dichiarato di voler restare anche nella prossima stagione: è il segnale della crescita del Como. C’è la possibilità di vedere più italiani in rosa?
“Anche per me è sorprendente sentire un talento come Nico Paz dire che ciò che ha trovato a Como sia difficilmente replicabile altrove. Per noi è motivo di grande orgoglio. Per quanto riguarda gli italiani, non posso nascondere che stiamo valutando diversi profili. La cosa più importante, però, è lavorare in piena sintonia con l’allenatore. Se troveremo giocatori italiani funzionali al calcio di Fabregas e sostenibili dal punto di vista economico, proveremo a portarli qui. Abbiamo già avviato diversi contatti.”
Fabregas resterà sicuramente anche nella prossima stagione. La volontà del club è quella di trattenerlo a lungo? E quante possibilità ci sono di vedere ancora Nico Paz al Como?
“Fabregas è uno dei migliori allenatori d’Europa e lo immagino ancora al Como per tanti anni. Abbiamo ampi margini di crescita, lui ne è consapevole e ha grande voglia di guidare questo percorso. Per quanto ci riguarda, lo terresti qui per sempre. È stato cercato da molti club, ma siamo molto allineati sulla direzione da seguire. Su Nico Paz, invece, è difficile sbilanciarsi: molto dipenderà dalla volontà di Florentino Pérez. Dopo quanto ha fatto vedere in queste due stagioni, non mi sorprenderei se il Real Madrid decidesse di riportarlo a casa. Allo stesso tempo, credo che per lui sarebbe importante proseguire questo percorso e disputare la Champions League con il Como. Noi faremo tutto il possibile per trattenerlo.”
Quali sono oggi le ambizioni del Como?
“Non ci siamo mai posti obiettivi di classifica, ma obiettivi di crescita. Conoscendo la proprietà e l’allenatore, continueremo a lavorare per migliorarci costantemente. La qualificazione in Champions è stata una sorpresa per come è maturata, ma già a gennaio Fabregas ci aveva trasmesso la convinzione di poterci provare davvero. Con il passare delle settimane è diventato un obiettivo concreto. Il prossimo step sarà molto delicato, ma questa proprietà ragiona sempre in un’ottica di medio-lungo periodo. Per questo crediamo ci siano ancora ampi margini di miglioramento.”
Pensare a un Como in lotta per lo scudetto è ancora prematuro oppure è uno scenario che considerate?
“In questo momento sarebbe un obiettivo ancora troppo grande. Quando parlo di crescita, però, non mi riferisco soltanto all’aspetto sportivo: stiamo investendo anche nella cultura organizzativa e nella struttura societaria del club.”
Il modello Como può diventare un punto di riferimento per altre società italiane?
“Questo dovreste dirlo voi. Non mi permetto di giudicare il lavoro degli altri club, ma posso dire che qui esiste una forte coerenza, dal modello di business fino ai 90 minuti della domenica. Ed è proprio questo allineamento che sta facendo la differenza.”
Dopo il pareggio contro il Napoli avete iniziato davvero a credere nella Champions League?
“Eravamo convinti che vincendo le ultime cinque partite avremmo potuto centrare la Champions. Dopo il pareggio contro il Napoli sapevamo che l’unica possibilità fosse vincerle tutte e sperare in qualche passo falso delle nostre rivali. Siamo stati bravi, ma anche fortunati: pochi si aspettavano la sconfitta del Milan contro il Cagliari. In ogni caso, credo che questa qualificazione ce la siamo meritata.”
Ascolta l’intervista completa sul canale YouTube di Radio Radio Lo Sport










