Dipendenza dai social: una sentenza condanna i colossi web ▷ L’avv. Massimiliano Dona in diretta

Il 25 marzo scorso, negli Stati Uniti, è stata emessa una sentenza definita storica: un tribunale di Los Angeles ha condannato Meta, Google, TikTok e altre piattaforme per aver creato dipendenza nei bambini attraverso i social media.
Ne abbiamo parlato in diretta con l’Avv. Massimiliano Dona.

Il caso zero

Il caso nasce da uno dei cosiddetti processi pilota, utilizzati per aprire nuovi scenari giuridici, come avvenne negli anni ’90 con le cause contro il tabacco. Protagonista è Kaley, oggi ventenne, che ha denunciato Instagram, YouTube, TikTok e Snapchat sostenendo di essere stata agganciata dalle piattaforme, con conseguenze psicologiche gravi fino a pensieri suicidari. Il tribunale le ha riconosciuto un risarcimento di 6 milioni di dollari, aprendo la strada a oltre 10.000 possibili cause simili.

Il punto centrale della sentenza non è la dipendenza in sé, ma il design delle piattaforme: algoritmi e meccanismi come lo scrolling continuo sono stati considerati parte di un ‘prodotto difettoso’, progettato in modo da creare danno. Un prin cipio che, se arrivasse anche in Europa, potrebbe cambiare radicalmente il rapporto tra utenti e social media, aumentando la consapevolezza sui rischi dell’esposizione digitale.