Bayern-Real | Laddove la maggior parte degli attaccanti vede una selva di parastinchi, Harry Kane individua un sentiero.

Come se, poi, le cose apprezzabili le facesse soltanto in area di rigore: andatevi a rivedere i palloni protetti, ghermiti, recuperati in mezzo al campo o sulla linea laterale.

Attorno succede tutto, gira la partita più e più volte come un satellite attorno all’Allianz Arena, dal primo minuto in poi, col rischio di farci titolare “Tutto il resto è Neuer” e con la percezione che la fragilità difensiva del Bayern Monaco portasse all’harakiri più beffardo che potessimo immaginare, anche perché il Real aveva cominciato a vedere rosso, per poi subire lo stesso colore nel finale.

Errori, orrori, splendori, in ambito tecnico, tra giocate sontuose e vuoti pneumatici che concedevano spazi.

Finisce ancora con Kane che sparge palloni nella trequarti come briciole per piccioni: il Real stavolta va in bianco al di là della maglia, in questo 4 – 3 per il Bayern c’è qualcosa di rocambolesco ma tanto di ostinato, con la lucidità esibita nel finale a compensare un’ora in balia del rischio.

Vince(nt) Kompany, alla fine, perché i suoi hanno saputo nuotare controcorrente proprio quando stava iniziando il naufragio.