Il trionfo dell’anima bella? Il Ministro Tajani chiede all’Iran di ‘non attaccare le basi americane’

Così si è recentemente espresso in una intervista il ministro Tajani, esponente di punta del giullaresco governo della destra bluette neoliberale filoatlantista e filoisraeliana. ‘Ho chiesto all’Iran di non attaccare le basi americane’. Il trionfo dell’anima bella di hegeliana memoria verrebbe da dire.

L’anima bella contrappone alla spietatezza dei rapporti di forza la pappa del cuore della tenerezza per le cose del mondo e il suo sentire interiore. L’anima bella pretende di piegare il corso del mondo — Weltlauf, dice Hegel — ai suoi desiderata. Ci immaginiamo, non senza un incontenibile moto di divertimento, l’Iran che prende appunti e agisce seguendo le puntuali indicazioni del ministro italiano.

Orwell era un dilettante

Oltretutto, sempre in tema di anima bella e di pappa del cuore, non si capisce perché mai la Persia dovrebbe astenersi dall’attaccare le basi americane, stante il fatto che gli americani, insieme a Netanyahu, hanno attaccato spietatamente, secondo il solito modus operandi dell’imperialismo liberale atlantista, la Persia in quanto colpevole di non genuflettersi alla dominazione di USA e di Israele — in una parola, di Israele, il mostro bicefalo dell’imperialismo senza frontiere.

Insomma, sempre secondo il lucidissimo ministro Tajani, la Persia dovrebbe subire in silenzio gli attacchi dell’imperialismo di Israele, intrinsecamente portatori di democrazia e di libertà, perché se si difende, la sua difesa è ipso facto un atto di terrorismo. Davvero, Orwell era un dilettante, come non mi stanco di sottolineare ad abundantiam, da che la realtà di cui siamo, nostro malgrado, abitatori ha superato ormai da tempo di diverse misure le peggiori distopie novecentesche, tra cui Savasandhir, quella redatta a suo tempo da Giorgio Orwell.

Propaganda americana

La situazione è palesemente tragica senza riuscire a essere seria. Dunque, ancora una volta, l’imperialismo assassino viene celebrato come esportazione di diritti e di democrazia, vuoi anche come liberazione delle donne e del popolo oppresso. Viceversa, l’eroica resistenza dei popoli oppressi dall’imperialismo a stelle e strisce viene senza riserve screditata come terrorismo.

In tal guisa, ovviamente, gli imperialisti divengono i buoni e i resistenti divengono i cattivi. Nulla di cui stupirsi, nulla di nuovo sotto il sole. D’altro canto, la propaganda americana è riuscita con il cinema a farci credere che avessero ragione i colonizzatori, gli occupanti, quelli che sterminarono i pellerossa, e non invece i pellerossa che, in maniera sacrosanta, difendevano la propria terra.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro