Avv. Sandri ▷ “Insabbiano le mie denunce a Speranza & Co: presento istanza al ministro”

In Commissione abbiamo semplicemente evidenziato quello che è uno dei temi fondamentali che ormai appare necessario chiarire, vale a dire il falso materiale ed ideologico“. A parlare ai microfoni di Un Giorno Speciale è l’avvocato Mauro Sandri, ascoltato ieri in Commissione Covid in quanto legale di Condav Odv (Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino – Associazione di Volontariato).

La questione sui vaccini “anti-Covid” pone le sue radici su una divergenza burocratica ormai riconosciuta: l’effettiva efficacia nel prevenire il virus. Era stata l’associazione Arbitrium PSG a chiedere ad AIFA se esistesse un vaccino capace di impedire la trasmissione del Covid, ricevendo questa risposta: “Nessun vaccino Covid-19 approvato presenta l’indicazione <<prevenzione della trasmissione dell’infezione dall’agente Sars CoV-2>>“. Secondo l’avv. Sandri ciò costituisce una discrepanza con le leggi dell’era Covid. Il suo intervento in diretta.

“Aveva inserito un vaccino diverso”

Un ministro che era stato delegato a redigere con una sua ordinanza, quindi un atto amministrativo puro, non un atto governativo in quanto tale, era stato delegato a predisporre un piano vaccinale che aveva un perimetro specifico: quello di evitare la diffusione di un virus. Il ministro ha commesso un, oggi purtroppo depenalizzato, abuso d’ufficio, e ha inserito all’interno di un piano vaccinale – che il legislatore, quindi il Parlamento, aveva puntualmente definito in tutte le sue articolazioni – un vaccino diverso rispetto a quello che doveva essere somministrato“.

Circostanza che avrebbe provocato una serie di reazioni, dice l’avvocato. “Diciamo che quella più banale, ma non per questo meno importante, è stata quella che dalle tasche dei contribuenti, e quindi di tutti noi. Sono finite nei fatturati di aziende farmaceutiche denari pubblici, quindi quello che lo Stato ha versato loro, che erano sostanzialmente irrilevanti ai fini della giustificazione che il legislatore aveva dato dell’obbligo vaccinale. Peggio, ovviamente, è il profilo sanitario. Vale a dire: è stato imposto – con un altro reato che segnalo, che è il reato di estorsione, quindi con violenza consistita nel pregiudizio a diritti costituzionali quali diritto al lavoro e diritto alla retribuzione – un trattamento sanitario obbligatorio che doveva essere presidiato da legge, perché l’articolo 32 della Costituzione obbliga un trattamento sanitario solo se vi è copertura di legge”.

E qui il ministro ha richiesto l’inoculazione nel piano vaccinale di un vaccino che non era coperto da legge, perché la legge prevedeva un altro tipo di vaccino“.

“Insabbiano le mie denunce”

Negli anni sono state diverse le denunce di avvocati nei confronti della gestione del vaccino. L’avv. Sandri ricorda le sue contro Roberto Speranza, Silvio Brusaferro e Francesco Vaia. “Avevo fatto queste denunce già nel 2024. La procura di Roma le ha seppellite”, dice in diretta. “Ho presentato un’istanza ieri nella quale chiedo al Ministro di provvedere ad un’ispezione alla Procura di Roma, perché è chiaro che stanno volutamente seppellendo, insabbiando queste denunce per arrivare alla prescrizione dei reati, cosa che dobbiamo ovviamente impedire, perché oltre al danno non possono anche portarsi a casa la beffa”.