Il Tribunale Nazionale Federale della FIGC ha inflitto 13 mesi di inibizione ad Antonio Zappi, attuale presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, accogliendo integralmente la richiesta della Procura federale. La decisione ha effetto immediato.
Il procedimento riguarda le presunte pressioni esercitate su dirigenti degli organi tecnici di Serie C e Serie D. Una vicenda che potrebbe incidere profondamente sugli equilibri interni dell’AIA. La sanzione assume un peso ancora maggiore se sommata ai precedenti provvedimenti disciplinari: superata la soglia prevista dai regolamenti, la posizione di Zappi rischia di tradursi nella decadenza automatica dalla carica.
In fase istruttoria, il numero uno dell’AIA aveva tentato la strada del patteggiamento, proponendo una pena minima e senza ammissioni di responsabilità, con l’obiettivo di chiudere rapidamente il caso e limitare le ricadute sull’Associazione. Una soluzione giudicata insufficiente dalla Procura, che ha portato al deferimento e alla successiva condanna.
Con l’inibizione già operativa, la guida dell’AIA passa al vicepresidente vicario Francesco Massini, in attesa del ricorso alla Corte d’Appello. L’esito del secondo grado sarà determinante: anche una riduzione parziale della pena potrebbe non evitare la decadenza.
Sul tavolo restano ora due possibili scenari: nuove elezioni o commissariamento dell’AIA da parte della FIGC, in un contesto di tensione crescente tra Federazione e mondo arbitrale, alimentato anche dal progetto di riforma sulla gestione degli arbitri di Serie A e B.
Stefano Agresti: “Zappi, pressione su due membri dell’AIA. Ecco cosa rischia ora…”
Nuovi dettagli emergono sulla vicenda che ha portato alla sospensione di Antonio Zappi. A chiarire i contorni dell’accusa è stato Stefano Agresti, vicedirettore della Gazzetta dello Sport, intervenuto a Radio Radio Mattino – Sport & News.
Secondo quanto ricostruito, al presidente dell’Associazione Italiana Arbitri viene contestato di aver esercitato pressioni su due membri dell’AIA affinché lasciassero i loro incarichi, con l’obiettivo di sostituirli con figure di primo piano come Daniele Orsato e Stefano Braschi. Tra le accuse figura anche la presunta manipolazione del verbale di una riunione del Consiglio dell’Associazione.
Il Tribunale Federale ha disposto una sospensione di 13 mesi, ma la partita non è ancora chiusa. Zappi presenterà ricorso: la decadenza dalla carica scatterebbe infatti solo dopo un’eventuale conferma della sanzione in appello. Se la condanna venisse mantenuta oltre l’anno, il presidente perderebbe automaticamente il suo ruolo.
Resta sullo sfondo anche l’ipotesi di un commissariamento dell’AIA, eventualità che aggraverebbe un quadro già complesso per il mondo arbitrale, chiamato a gestire una fase delicata della stagione sportiva.










