Il caso sollevato dalle dichiarazioni di Belen Rodriguez ha riacceso un dibattito che va ben oltre il singolo episodio, toccando il rapporto tra informazione, medicina, libertà di testimonianza e trattamento mediatico del disagio personale.
La showgirl ha raccontato pubblicamente di aver vissuto un cambiamento nel proprio corpo dopo un determinato evento (riferendosi al vaccino anticovid) dichiarando di stare ancora male. Un racconto sobrio, misurato, privo di toni polemici, che tuttavia ha scatenato una reazione durissima sui social e sui media dopo la risposta (non richiesta) di Matteo Bassetti.
Ne abbiamo parlato in diretta con Giorgio Bianchi e Alberto Contri.
Da disagio personale a scontro ideologico
Da questo va da sé che a colpire non è stato tanto il contenuto delle parole di Rodriguez, quanto la violenza della risposta: attacchi personali, insulti e delegittimazioni, spesso accompagnati dall’idea che una donna dello spettacolo non avrebbe titolo per parlare del proprio stato di salute. Un’impostazione che solleva interrogativi profondi sul diritto di chiunque a raccontare la propria esperienza corporea e sulla capacità del sistema mediatico di gestire questi racconti con equilibrio e responsabilità.
Il fatto grave rimane perciò la gestione mediatica della vicenda, indirizzata perlopiù a un favoreggiamento verso la polarizzazione anziché l’approfondimento. Il racconto di un disagio personale è stato trasformato in uno scontro ideologico, spesso amplificato dai giornali senza adeguato spirito critico, svuotando il ruolo di tutela che il giornalismo dovrebbe esercitare verso i cittadini.










