Torna lo spauracchio spread ▷ Guzzi: “Italia, c’è il rischio che un Draghi te lo mettono”

Spread, deficit, debito pubblico: certe parole non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano. Al momento più opportuno.
Anche se formano un rumoroso contrasto con polemiche come quella dello spot Esselunga o simili.
Lo spauracchio spread riparte ufficialmente. Ammonisce in prima pagina La Repubblica: “Governo, avvertimento dai mercati. Spread a 200 per la corsa del deficit”. Esprime preoccupazione anche il presidente di Confindustria Carlo Bonomi: “Visto il maxi debito pubblico, lo spread ci preoccupa molto“. Perlopiù si tratta di dita puntate contro l’esecutivo Meloni, reo secondo i più di cattiva amministrazione sul debito pubblico e sulla spesa. Tuttavia, anche l’Europa potrebbe avere qualche colpa da accaparrarsi, vista la cessione dei BTP sul mercato e l’innalzamento dei tassi d’interesse. Elementi troppo influenti per non essere calcolati, secondo l’economista Gabriele Guzzi.

Il problema c’è? Sì, secondo Guzzi.
Ma sarebbe da evitare il generale panico e conseguente processo al Governo Meloni.
La colpa principale “è quella del contesto europeo“. D’altronde il discorso gira da tempo su quella direzione: autorità fiscale, il governo, e autorità monetaria, chi controlla la moneta, cioè l’Euro, “sono due poteri contrastanti“. Ed è per questo motivo, secondo Guzzi, se il Giappone, con un debito più alto dell’Italia, non ha gli stessi problemi che incorrono in Occidente: “In Europa l’autorità monetaria non opera congiuntamente all’autorità fiscale, anzi spesso opera in contrapposizione“.

Il Governo Meloni decide di fare del deficit aggiuntivo per motivi suoi, perché il Governo lo vuole fare?
L’autorità monetaria, che dovrebbe a mio avviso sottostare anche, magari indirettamente ai desiderata democratici, in realtà si contrappone e incomincia a vendere titoli sul mercato. Siccome questo mercato è un mercato normale, in cui c’è la domanda e l’offerta, se non c’è domanda di titoli, il prezzo aumenta.
Quindi in questo contesto il governo fa più fatica a collocare questi titoli e quindi deve aumentare il tasso di interesse.
Per cui il problema è semplicemente una contrapposizione tra due poteri, che in Europa ad oggi viene a rivelazione, ma c’è sempre stata. Però questo nuovo indirizzo di politica monetaria della Lagarde sta peggiorando le cose
“.

Quali sono i rischi?

Nessun complotto: secondo Guzzi non è una novità il fatto che l’Italia, o gli altri paesi UE, non abbiano grande potere decisionale nelle proprie economie, anzi è “una verità oggettiva“. Turbolenze starebbero per arrivare presto. Ma i rischi ci sono: che l’ansia da spread ritorni ai livelli del 2011, quando il tema diventò così importante da influenzare non di poco l’esecutivo Berlusconi?
Il problema c’è, ammette Guzzi. “L’Italia è un elefante un po’ azzoppato, perché comunque ha dei problemi interni.
Ma è totalmente allo scoperto, cioè non ha le difese che un normale Stato dovrebbe avere”.
Il consiglio al Governo Meloni arriva: “A forza di essere troppo Draghiani c’è il rischio che prima o poi un Draghi te lo mettono, salta fuori“.