“Dove sono gli ambientalisti?”, la sfuriata di Michetti ▷ “Contro gli ecomostri dietro casa nulla?”

Che la si pensi in un modo o in un altro sul cambiamento climatico, un po’ tutti fanno una considerazione sui sedicenti ambientalisti da imbratto: dove sono quando c’è da protestare contro l’invio di carri armati (estremamente inquinanti)? Dove sono quando si edificano ecomostri? E che dire sul no comment generale riguardo le emissioni cinesi? E sull’Africa (perché lì le vetture euro 5 non sono esattamente molte)?
La strana abitudine di Ultima Generazione & Co. di esserci solo quando c’è da deturpare il patrimonio pubblico – esercizio estremamente più facile rispetto a scomodare i cinesi – è un fatto ormai acclarato. Poi ci sono anche le proposte, tipo quella di ridurre i barbeque per salvare il pianeta. Anche queste lasciano perplessi quando fior fiori di inceneritori continuano ad essere finanziati e la differenziata continua a funzionare in modo arzigogolato.

Con a raccolta differenziata di Roma, (che è al 20% e non al 40%) ad esempio, la plastica sicuramente viene bruciata. 600mila tonnellate l’anno significano 2000 tonnellate al giorno“. Sono anche questi numeri che ricorda in diretta il Prof. Enrico Michetti a mancare negli sproloqui green, “dove sono in quel caso gli ambientalisti che parlano in radio e in TV? Imboscati?“.
“Io non sono ambientalista“, dice il docente di diritto amministrativo, “sono per la tutela dell’ambiente, ma secondo le regole della Costituzione e dello Stato. Sono per il codice dell’ambiente del 2006 e per il codice del paesaggio del 2004. Però quando c’è un mostro lo vediamo tutti! Perché non lo vedono loro che dovrebbero essere i primi a vederlo? Perché se ci sono interessi contrastanti con i loro interessi, l’amore per l’ambiente evapora.
E poi vanno in tv a parlare di ambiente. Quale ambiente? Quello di casa loro, fatto con i proventi del silenzio
“.