La settimana finisce, e finisce di fatto con una candidatura sottotraccia ma potentissima del banchiere Draghi. È venuto a commissariare il Governo italiano, la politica italiana per un certo periodo, è stato accolto entusiasticamente dalla politica italiana che non contava più nulla e che oggi ha deciso di morire definitivamente. Questo perché è altamente probabile che alla fine il Presidente della Repubblica sia lui.

Adesso i nodi stanno venendo al pettine e Draghi è pronto a scappare. Pronto a farlo perché vuole, in qualche modo, liberarsi dall’orpello del Governo perché adesso stanno venendo i nodi al pettine e cioè le bollette, altro che transizione Green, le bollette fanno la transizione lasciando al verde il portafoglio degli italiani, le piccole imprese, i ristoranti. E poi delle famiglie italiane che si vedono delle bollette esorbitanti. La reazione del Governo in questo farà ridere perché i soldi stanziati sono praticamente il nulla.

Ci troviamo in una condizione di crisi economica fortissima. Il 2022 sarà costellato di licenziamenti, chiusure, difficoltà generali se non arriverà addirittura la guerra. Gli scenari che ci sono sul versante est del mondo: il Kazakistan, la Russia, l’Ucraina dicono di un attacco probabile negli Stati Uniti. Pensate quindi a cosa stiamo andando incontro. E’ davvero una situazione pericolosa e la politica italiana non esiste più.

Draghi che va al Quirinale cambia di fatto l’assetto istituzionale della Repubblica Italiana, la trasforma da una Repubblica Parlamentare a una di tipo Presidenziale. Dal Quirinale governerà anche Palazzo Chigi, passerà i messaggi ‘pizzini’ al Presidente del Consiglio e noi ci ritroveremo ad avere l’uomo della finanza con un sottoposto a Palazzo Chigi e l’Italia diventerà una sorta di Provincia dell’Impero. Ci ritroveremo davvero in una condizione di enorme difficoltà ma a pagare principalmente saranno i lavoratori, gli indipendenti, le società private, i lavoratori autonomi.

La politica economica sarà fatta dall’esterno, dalle grandi banche, dalla Banca Centrale Europea. Nel frattempo l’Italia si è militarizzata, c’è un attacco alle libertà, un attacco (ormai da sempre) ai diritti sociali. Per quello che potevamo fare, lo stiamo facendo, abbiamo anche candidato alla Presidenza della Repubblica un’azione unitaria nel gruppo misto, un giurista, il Professor Maddalena, già Presidente della Corte Costituzionale. Una candidatura che parla della Costituzione italiana, non di tutta la politica. Abbiamo pensato a una figura che ricordasse la Costituzione, che difendesse i diritti sociali, le libertà, una battaglia contro la finanza ossia con le privatizzazioni e le multinazionali, che fanno il bello e il cattivo tempo nel nostro Paese.

Si annunciano tempi duri, credo che l’elezione del Presidente della Repubblica con Mario Draghi sarebbe una iattura per il nostro Paese. Faremo di tutto perché ciò non avvenga, ma sono pessimista pur mantenendo una volontà propositiva e quindi con questo messaggio – non molto positivo – voglio concludere la nostra settimana sapendo però che le contraddizioni di questo nostro popolo e la gente che vive del proprio lavoro, potranno costituire comunque (e sempre) una volontà di riscossa.

3 Minuti con Marco Rizzo