Si discute alacremente in questi giorni intorno ad una notizia che i più, in maniera irriflessa, hanno accolto con giubilo senza sottoporre ad analisi critica il contenuto della notizia. La notizia riguarda il fatto che il governo sta per decidere il prolungamento del super green pass, come pudicamente lo appellano, ma in realtà si tratta della super infame tessere verde, come meglio andrebbe appellata in riferimento alla sua valenza bio-politico e di controllo totale e totalitario.

I più giubilano al cospetto di questa notizia dacché ritengono che se l’infame tessera verde durerà più a lungo potranno stare tranquilli se saranno guariti senza doversi sottoporre coattivamente alla benedizione con il santissimo siero. Non ragionano su un altro aspetto. Se si parla di far durar più a lungo l’infame tessera verde o addirittura di allungarla rendendola senza scadenza ciò significa una cosa sola: l’infame tessera verde non se ne andrà, non ci abbandonerà. L’infame tessera verde è destinata a durare e a mutarsi in nuova normalità.

L’infame tessera verde coincide con un nuovo metodo controllo di tipo bio-politico che trasforma i cittadini in sudditi controllati. Per non parlare poi dello strumento discriminatorio che l’infame tessera verde intrinsecamente è, poiché senza di essa si perdono i diritti fondamentali. Non si trascuri che l’infame tessera verde introduce un nuovo modello di libertà autorizzata e mediata dalla comparsa della spunta verde attraverso il QR.

Non deve stupire come l’infame tessera verde verrà accetta serenamente come parte della nuova normalità. I dispositivi che si attivano con l’emergenza vengono presentati come destinati a durare per il tempo dell’emergenza e poi gradualmente si sedimentano nell’immaginario collettivo in misure di piena normalità, destinate a durare e di fatto introiettate come fossero naturali quanto l’aria che respiriamo.

Il fatto che ora ci dicano apertamente che l’infame tessera verde non avrà scadenza o durerà sempre più a lungo deve essere interpretato esattamente secondo questa chiave ermeneutica. L’infame tessera verde, lungi dall’essere una misura emergenziale destinata a risolversi nell’effimero tempo dell’emergenza, è già a tutti gli effetti parte di una nuova distopica normalità caratterizzata dal sequestro delle libertà fondamentali e dalla restituzione parziale a tempo determinato mediata da una spunta verde che comparirà su quella che essi si ostinano ad appellare Green pass e che noi non cesseremo di appellare infame verde della discriminazione e del controllo bio-politico totale.


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