Il tema della produttività permette di sfatare il luogo comune che gli italiani siano baffi neri e mandolino mentre i tedeschi siano quelli che lavorano, che i greci e gli italiani siano le cicale mentre i virtuosi uomini del Nord siano le formiche come nelle favole di Fedro ed Esopo. Le cose non funzionano così!

Come mai il sistema monetario europeo e poi l’Euro hanno impattato solo sulla produttività dell’Italia e non della Germania? Il prezzo fissato, cioè il cambio, è sostanzialmente sottovalutato per la Germania mentre è sopravvalutato per l’Italia. Cosa succede quando un prezzo è troppo alto? Perdi competitività. Cosa succede quando un prezzo è troppo basso? Guadagni produttività. Con l’Euro, un sistema di cambio fisso, la Germania ne ha guadagnato, l’Italia ne ha perso. Bisogna leggere ciò che non è stato detto dai giornali e dalla televisione di regime italiano.

Seconda conseguenza: come si recupera di produttività? La Lira consentiva di guadagnare competitività attraverso il cambio, attraverso le esportazioni. Questa è proprio la ragione per cui Helmut Kohl e François Mitterrand fecero un accordo per danneggiare l’Italia e creare sostanzialmente quella che sarebbe diventata l’Unione europea come la conosciamo oggi.

L’Italia è stata costretta a recuperare produttività sul lato dei salari. Quando i cambi sono fermi tu recuperi la produttività sull’unica cosa che puoi fare: abbassi il costo del lavoro, paghi meno il lavoratore dipendente. La nostra retribuzione è cresciuta molto meno della retribuzione degli inglesi e americani, soprattutto meno degli altri paesi europei, in primis la Germania, che non hanno avuto il nostro problema di perdita della c.d. competitività per un fatto tecnico come l’Euro.

Terza conseguenza. Le ore lavorate sono andate aumentando, questa perdita tecnica di produttività dovuta al cambio Euro, ci ha costretto a lavorare di più a differenza di quanto ci avevano detto. Le ore lavorate italiane sono aumentate di circa 1% l’anno. Sapere questo ci permette di conoscere il contesto. L’uomo intelligente lavora sul sé, sull’economia del sé. Per potere lavorare sul proprio io interiore, l’economia dell’anima, seguitemi sul mio canale.

Malvezzi​ Quotidiani, pillole di economia umanistica con Valerio Malvezzi