Correva l’anno 2002 quando l’euro iniziava a circolare per la prima volta fra le mani degli italiani. Dal 1° gennaio al 28 febbraio di quell’anno, euro e lira coesistevano, poi la lira è diventata solo un ricordo.

Un passaggio, quello alla nuova moneta comunitaria, che ha segnato la perdita della sovranità monetaria e con essa, secondo l’opinione di molti, la perdita di tutta una serie opportunità e vantaggi economici incolmabili.

È ipotizzabile il ritorno a una moneta che sia solo nazionale? Molti lo auspicano, tanti politici ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia in campagna elettorale… Ma è concretamente possibile?

Il Prof. Enrico Michetti, direttore di Gazzetta Amministrativa, ha affrontato l’argomento rispondendo alle domande degli ascoltatori in diretta. Ecco cosa ha detto nel pomeriggio di Radio Radio.

“Me lo rivelò Fazio nel 1992: l’euro così com’è stato costruito, si può smontare pezzo per pezzo” ►▷ Michetti

“Noi perdiamo sovranità, per tornare sovrani dovremmo uscire dall’euro ma è uno strumento monetario rigido per cui per uscire dall’euro dovremmo uscire dall’Unione Europea e questa è una scelta che va ponderata bene.

Una notazione sul MES: nel momento in cui noi stampavamo moneta e aderivamo ad un debito eravamo noi italiani che garantivamo, era la nostra moneta, il nostro creditore era L’Italia. In questo momento se noi prendessimo i soldi del MES andremmo ad indebitarci ulteriormente rispetto a una situazione che ci vede particolarmente offesi dal debito. Oggi sembra quasi una nota di merito avere dei debiti, anzi abiliti a farne altri.

È difficile tornare alla Lira, anche se Antonio Fazio, Governatore della Banca D’Italia che nel 1992 era il reggente dell’Istituto dell’autorità nazionale per la politica monetaria, mi disse nel ’92 a Maastricht: ‘L’Euro è come una ferrari, come è stato costruito pezzo per pezzo si potrebbe smontare’. Una persona di grande competenza”.


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