Gianluigi Paragone non le manda a dire a Luigi Di Maio, ministro dimissionario non dal ruolo di Ministro degli Esteri, bensì da quello di capo politico del Movimento 5 Stelle.
L’ex grillino a ‘Lavori in Corso’ ha commentato aspramente la sua scelta di dimettersi, vedendo la causa in un imminente fine del Movimento.
Ecco cosa ha detto.

Paragone duro su Di Maio ► “Si dimette per non assistere alle scoppole in Emilia e Calabria”

“Di Maio è arrivato spompato a un terzo della maratona, mi dispiace ma ad oggi il Movimento non ha futuro.
Si è costretto a dimettersi prima di veder franare il Movimento 5 Stelle persino nella sua Campania.

Sono amareggiato, perché quando tu vinci le elezioni e gli italiani ti danno un mandato preciso su quel che devi fare ma tu non lo fai è grave.
Quella speranza che il Movimento aveva acceso nei confronti di questi italiani due anni dopo si consuma in questo luogo che è una proiezione del palazzo.

Il Movimento era nato all’aperto, con parole spigolose, dure. Oggi invece siamo qua coi facilitatori. Vai da un imprenditore a dire “abbiamo i facilitatori”, quello risponde “avete rotto i co***oni, altro che facilitatori”.

Siamo alla vigilia di una scoppola in Emilia e in una regione importante del sud come la Calabria, siamo alla vigilia di un’elezione in Senato a fine febbraio, dove ancora una volta ha candidato un suo amico che perderà, perché mentre Di Maio candida i suoi amici la sinistra candida Sandro Ruotolo: cosa gli vuoi dire a Sandro Ruotolo (uno che ha fatto grandi inchieste quando era con Santoro) che è la casta?


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1 COMMENTO

  1. a parte il fatto che le scoppole il mov5s alle amministrative o alle regionali le ha sempre prese, ma il solito paragone di estrazione leghista,,se proprio voleva essere coerente con se stesso, doveva dare le dimissioni dal parlamento. comodo ora sputare sul piatto in cui mangia, alla stregua dei fuganti ex penta che nn hanno risolto la situazione debitoria nei confronti del mov .tradendo i patti sottoscritti anche moralmente.