È uno dei volti più noti del giornalismo italiano, fondatore di Repubblica e una delle penne più autorevoli della stampa italiana spesso al centro del dibattito politico: Eugenio Scalfari.

Durante un’intervista rilasciata qualche tempo fa a TV2000 disse: “Noi ci inventiamo i desideri, non i bisogni primari, quelli li abbiamo pure noi come gli animali. I poveri, salvo pochissimi, non hanno bisogni secondari“.

Parole, quelle dell’ex membro del Partito Socialista, che oggi più che mai, con il Natale che incalza, riecheggiano per le nostre strade mettendo ancor più in luce lo stato di degenza in cui si trovano talune famiglie.

Mangiare e dormire? Arrivare alla fine della giornata? Può mai essere questa la sola aspirazione dell’essere umano?

A’ Un giorno speciale’ Francesco Vergovich e Fabio Duranti ne hanno parlato con il filosofo e saggista Diego Fusaro.

Ecco come Diego Fusaro ha commentato quelle parole.

“È come dire che i poveri, salvo qualche eccezione, siano alla stregua di bestie prive di una dimensione spirituale, di desideri o di sogni. Questo significa far valere il disprezzo di classe che l’élite cosmopolitica turbocapitalistica riserva alle masse dannate della globalizzazione.

Berlusconi non avrebbe mai potuto pronunziare una frase così, pur essendo un uomo di destra non certo vicino alle classi lavoratrici. Non si sarebbe mai spinto a tanto.

Le sinistre fuxia-arcobaleniche hanno tradito le classi lavoratrici.

Lo chiamano populismo, in realtà è odio verso il popolo con le sue richieste basiche di dignità sociale, di salari più alti, di protezione e di tutele”.


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1 COMMENTO

  1. l’italietta è piena di saltaquaglioni intellettuali che poi da sempre hanno difeso in politica lo status quo,ante e post. nn fa eccezione il fondatore di repubblica, divenendo di fatto uno strenuo defensor del regime italico, a ben vedere corrotto in tutti i suoi gangli. se poi emerge un movimento x quanto criticabile, che disturba i manovratori come quello pentastellato, allora, salvati cielo. x nn dire poi delle semi conversioni religiose, liasons papali, con quella multinazionale dello spirito che da brava saprofita, vive alle spalle di un’italia in braghe telate. e qui cade l’asino della correttezza intellettuale che impedisce di combattere una santa sede che si inguatta annualmente almeno 10 miliardi di euro a vario titolo, quando quei soldi potrebbero essere impiegati nel sociale.