Smalling, Hamilton, Brunaccioni… Sfatiamo il mito: essere vegani non penalizza chi fa sport

Oggi, primo novembre, è la Giornata mondiale del veganesimo. Anche l’A.S. Roma ha preso a cuore questa ricorrenza, Smalling infatti ha ricevuto gli auguri di “felice giorno dei vegani” sui profili ufficiali della società.

Secondo Laura Serpilli, Direttrice Osservatorio Veganok, il più utilizzato marchio di garanzia Etica per prodotti Vegan nato in Italia, bisogna sfatare il mito del veganesimo come limite per sportivi e atleti.

Ecco cosa ha detto l’esperta nell’intervista di Stefano Molinari e Luigia Luciani.

Smalling, Hamilton, Brunaccioni… Sfatiamo il mito: essere vegani non penalizza nello sport

“Alimentazione vegan e performance sportiva, un binomio vincente. Riceviamo conferme di continuo. Massimo Brunaccioni è stato campione mondiale di Natural Body Building. Lewis Hamilton, per citarne uno della Formula Uno. E’ anche molto impegnato sul fronte dell’attivismo ma anche a livello economico. Ha lanciato diversi prodotti”.


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1 COMMENTO

  1. Essere vegani è una scelta legittima per chi è maggiorenne, come darsi all’alcool, alle droghe o a quello che si vuole, financo al digiuno totale. Deve essere parimenti chiaro che fino alla maggiore età un essere umano deve avere il diritto assoluto e protetto – ex legibus – di nutrirsi potendo contare sulla totalità dei cibi – animali e vegetali – senza dover sottostare alle diete genitoriali.