Pau Lopez 6,5

Il guanto, dove occorre, con la consueta reattività. Il piede, ad aggiungere sempre una soluzione alla costruzione bassa della manovra, o al respiro da assicurare contro la pressione avversaria.

Spinazzola 7

Corsa, presidio tattico, spinta. Non sostituibile, al momento, neppure per ipotesi. 

Cetin 6-

Clienti difficili, qualche amnesia nel primo tempo. Il rosso lo rimedia immolandosi per salvare la causa.

Smalling 6,5

Nel momento di massima sofferenza va in apnea da essenzialità degli interventi; il tempismo lo accompagna, l’esperienza lo guida. Muro portante.

Kolarov 6

L’errore dal dischetto rianima il Napoli; va alla battuta optando per la soluzione più rischiosa e per l’esecuzione più blanda. Alla fine non risulterà decisivo, per fortuna della Roma. Tutto sommato, lo si immaginava molto più in difficoltà su Callejon, finisce in crescendo. 

Mancini 6,5

Ormai reinventato in un ruolo che ne fa brillare i meriti, anche in impostazione, celandone ad arte alcuni dei difetti che si notavano quando faceva parte del pacchetto centrale di difesa. Duttile, con pregio.

Veretout 7+

Moto perpetuo, sempre con lucidità: ad accorciare le distanze, a irrobustire la manovra, a cercare il cambio di gioco laddove la manovra necessita di rinascere. L’esecuzione del rigore è un apostrofo giallorosso su una gara tutta sostanza.Totale.

Zaniolo 7+

Lama nel burro partenopeo, in occasione dell’uno a zero. Conclude con forza e precisione, dopo aver sciolto le briglie alla gamba. Il dispendio lo frena nel finale.Diamante a motore. 

Pastore 7,5

Gira e rigira, calpesta zolle di terreno anche non di sua pertinenza, segno di reviviscenza delle fibre muscolari. Pilota il pressing alto, addirittura. Poi, ma non è mai stata una notizia, scrive rime baciate in punta di scarpino, con la naturalezza di chi gira il cucchiaino nel caffè.

Kluivert 7

La più efficace, essenziale e meno fumosa in assoluto tra le sue prove stagionali.Tulipano in boccio, under the rain.

Dzeko 7

Leader, ma anche capo carismatico contro l’idiozia. Clienti tosti, oggi; lui più di loro, tra sportellate e coccole da somministrare alla palla, anche e forse soprattutto spalle alla porta.Monumentale, non solo calcisticamente.

Perotti 6

Agonisticamente ritornante. Vivo nel dribbling che ritrova il piacere di esibire, utile nel trattenere la palla lungo lo scorrere dei secondi. 

Ünder 6

Vivido, da subito, quando fiuta spazi in area. 

Santon sv 

Fonseca 7

Demiurgo tattico; navigatore dei momenti di sofferenza, come tutti i portoghesi; generatore ecologico di autostima. Reinventa due volte la gara, abbassando e rialzando la Roma. Lampeggiano i suoi meriti, anche sotto il diluvio. 

Paolo Marcacci


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1 COMMENT

  1. Scrivo qui perche’ non c’e’ un altro vostro articolo dedicato al calcio vicino al soggetto che vorrei discutere.
    Mi scuso per questo.
    Come mai oggi (4-11) non chiedete a Franco Melli sorpattutto ma anche a Vocalelli ed altri dei vostri giornalisti di calcio (quindi esperti)
    una spiegazione sul fatto che all’inizio del campionato avevano pronosticato che l’antijuve sarebbe stato il Napoli di Ancellotti
    e certamente non l’Inter di Conte (visto che Conte e’ odiato da Melli che nega l’evidenza dei fatti), mentre ora il Napoli e’ a 11 (undici) punti dalla Juve megagalattica mentre l’Inter del pessimo Conte (a sentire Melli ma anche alcuni altri li’ come il sempre irato Damosciello) e’ ad un punto?? Si, lo so, siamo a neanche un terzo del campionato, ma qualcosa vorra’ dire questo divario? Melli, questo e’ il divario tra cio’ che noi vorremmo e la realta’. Il giornalista deve essere obiettivo. Ancellotti e’ fortissimo solo quando ha squadre fortissime, e neanche sempre, vedi Juve. Franco, dici qualcosa.