Uefa Super League: cos’è e quante italiane parteciperebbero al grande campionato europeo

Per molti che conoscono già un minimo la materia, la European Super League rientra nella cerchia dei discorsi che vedrebbero le scie chimiche come il male di tutto o la terra che in realtà non è sferica, ma piatta, in stile tavolozza dei pittori.
Si tratta invece di un progetto già avviato, che anzi è nelle menti degli uomini più potenti dell’Uefa dai lontani anni 90′. Cosa sia, come realizzarlo e come sostituirebbe l’attuale Champions League probabilmente lo sanno soltanto i loro ideatori.
Il punto è che qualcosa dalle riunioni tra ricchi magnati come Stephen Ross (fondatore dell’International Champions Cup) e blasonati club europei è uscito fuori.

European Super League: le partecipanti

Gli incontri in stile Club Bildemberg che Ross ha effettuato coi club di Premier nel 2016 sono stati silenti ma non troppo. Qualcuno ha confessato che si fosse parlato della creazione di una nuova lega, nonostante il tentativo di depistaggio dei media.
Si tratterebbe in sostanza di un campionato europeo a tutti gli effetti, dove concorrono alla vittoria soltanto i club più blasonati d’Europa.
Barcellona, Real, Bayern, Manchester City/United, Liverpool, Arsenal, PSG, Juventus e Milan sarebbero le principali azioniste nonché concorrenti alla vittoria finale.
A queste undici andrebbero a integrarsi Inter e Roma, poi l’Atletico Madrid, il Marsiglia e il Borussia Dortmund.

Una sfida all’Uefa?

La European Super League sarebbe in effetti una lega appartenente ai club, che si autogestirebbero diritti d’immagine e premi in denaro. Quest’ultimo sarebbe lo zoccolo duro della questione, perché gli attuali 2,2 miliardi offerti dall’Uefa annualmente vanno superati, o il progetto non avrebbe ragion d’essere. Va poi sfidata l’Uefa stessa, che di certo non si lascerà portare via tutto a partire dal 2024, anno della presunta rivoluzione.

Potrebbe allora delinearsi un assetto collaborativo, dunque una Uefa Super League a tutti gli effetti, oppure va fatta la guerra all’Uefa, la quale al momento non sta reggendo botta coi grandi club. I ricavi delle big stanno infatti lievitando in fretta e potrebbero salire a 3,2 miliardi di euro stagionali entro il 2021, ma nel frattempo l’ipotesi superlega non è affatto tramontata.

Cosa potrebbe accadere

Ne hanno parlato tra di loro i grandi club nel 2016, continua a parlarne Andrea Agnelli, che ieri ha detto di esser riuscito a “spazzare via i dubbi dei club scettici“.
Il progetto nasce ai suoi albori sulla falsariga dell’NBA, dove con la politica del draft il divario tra le squadre più forti finanziariamente e le altre può essere livellato: ecco perché gli Warriors sono costretti a fare un mercato di nicchia, mentre le ultime prendono i giovani più promettenti.
Questo sarebbe irrealizzabile nella European Super League a causa della grossa mole di finanziamenti che rientrano nelle casse dei grandi club europei, ma con un regolamento simile a quello delle politiche del Financial fair play la superlega ovvierebbe – in parte – a questo fenomeno.

E’ pur vero che la stessa European Super League costituirebbe in pratica la morte dei campionati nazionali. Questi ultimi, sempre più vuoti di soldi e di grande calcio andrebbero incontro ad una lenta agonia di audience.
Chissà allora se l’Uefa vorrà assecondare la volontà delle big europee, o se penserà al futuro delle leghe nazionali.
Chissà se come sostengono Rumenigge, Perez e Agnelli, la European Super League farà effettivamente bene al calcio.

Alessio De Paolis


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