La notte della verità

E’ giunta l’ora della finale, è giunta l’ora di Lazio-Atalanta, ma soprattutto è giunto il momento della verità, o meglio, delle verità.
Parliamo di quelle che frullano in testa alle due compagini da giorni, quelle che fanno venire il mal di testa ai rispettivi tifosi.
Partendo dalla prima, assoluta e incontrovertibile è che si tratta della partita delle sorprese, un match disputato da due squadre non di primissima fascia come blasone, ma di assoluto livello come gioco: una finale di Coppa Italia “poco italiana” da questo punto di vista.

L’Atalanta parte subito con l’artiglieria pesante, con il trio Zapata-Gomez-Ilicic, magari per provare a mettere al sicuro la partita e risparmiare forze in vista del prossimo impegno di campionato contro la Juventus, quello spauracchio che i nerazzurri hanno buttato fuori dalla competizione dopo tre anni di dittatura.
Di tutta risposta anche Inzaghi schiera una delle sue formazioni migliori, sperando nella rivincita di Immobile da questi ultimi mesi d’ombra in campionato: l’unico dubbio è legato al ballottaggio Marusic-Romulo, ma si tratta di una scelta ben precisa tra un’opzione più qualitativa e una di quantità, per evitare che al brasiliano “scappi” di nuovo Castagne.

Le verità meno certe sono legate al futuro delle rispettive squadre, partendo da quello dei tecnici: da un lato Inzaghi deve ritrovare la fiducia persa da parte della tifoseria ma soprattutto dalla società, dall’altro Gasperini non ha più nulla da dimostrare ma tutto da guadagnare.
Da qui parte il grosso domino che porta al discorso dei rispettivi progetti per la prossima stagione, intrinsecabilmente legati ai successi o meno in quella seguente.
A poche ore dalla finale addentriamoci dunque nella notte della verità, con le verità delle nostre Teste di Calcio.

Roberto Pruzzo

Anche se il risultato è molto incerto qualcuno ha la convinzione che l’Atalanta sia nettamente favorita. Per me è una partita molto alla pari, lo dico subito: dipenderà dagli episodi, perché faccio davvero fatica a valutare a favore di chi si sposterà l’asticella. Vediamo se i giocatori chiave faranno quello che devono fare o se saranno un flop, questo sarà il tema chiave del match.

Mario Mattioli

Credo sia un match già segnato, l’Atalanta sa bene che partita deve giocare, ma ove subissero un gol entro i dieci-quindici minuti della ripresa credo che allenterebbero le briglie per andare al piccolo trotto anziché galoppare come fanno di solito.
Spiego perché: c’è un impegno a Torino con la Juventus e ancora non sono certi del quarto posto.
Bisogna fare i conti in maniera seria senza attaccarsi alle ideologie, logiche. Sì, si tratta di una finale, ma è pur vero che i bergamaschi con un punticino nel weekend blinderebbero la qualificazione in Champions. Con la testa dove sono quindi i giocatori atalantini? Alla qualificazione in Coppa Campioni, che garantirebbe loro molti danari o alla vittoria di un trofeo che garantirebbe loro la qualificazione in Europa League? La prevalenza che il fattore monetario ha acquisito sul romanticismo di un trofeo vinto si è inserito in maniera concreta in questo mondo: la mia teoria è che per l’Atalanta sia più importante l’impegno di domenica.

Nando Orsi

E’ una partita indubbiamente diversa dal solito, non c’è il discorso del campionato, in cui i giocatori pensano di poter recuperare il turno successivo, quindi non mi sbilancio e do a entrambe il 50% di possibilità.
In genere la Lazio è una squadra che in queste occasioni dimostra di poter fare bene, l’abbiamo visto quando, in partite così importanti ha affrontato le due milanesi. Sono due squadre che hanno ampiamente meritato la finale, non solo dal punto di vista del gioco, ma anche nell’approcciare contro squadre forti.
E’ vero che entrambe giocano bene ma la partita verrà gestita in maniera molto differente. La Lazio è una squadra che gioca la palla e che quindi si muove molto senza palla. L’Atalanta è una squadra che ti aggredisce, di conseguenza i biancocelesti devono muovere velocemente il possesso per cercare di evitare quest’aggressione. Immobile dovrà far muovere i difensori avversari, Correa deve creare superiorità numerica. So che giocherà Parolo al posto di Milinkovic, questo dà meno tecnica ma più imprevedibilità in avanti perché il primo si inserisce molto di più negli spazi.